San Giovanni in Fiore e l’abate Gioacchino

Gioacchino da Fiore, morto nel 1202, è un pensatore medievale che esercita ancora un grande fascino su noi moderni per il suo messaggio positivo sul futuro e per il pensiero profetico e utopico. Egli cercò essenzialmente di trovare nelle Scritture il senso della storia. Collocò il suo secolo ancora nel­l’Età̀ del Figlio, avendo superato quella del Padre, ma in vista di una prossima Era dello Spirito. Questa non è l’Era della Gerusalemme celeste, posteriore allo «svelamento» dell’Apocalisse, ma un periodo di pace successivo al 1260, dopo la venuta di un re detto l’Anticristo. Gioacchino legge l’Apocalisse in chiave millenaristica: “mille e non più mille” significherebbe proprio la fine dell’era intorno allo scadere del primo millennio, senza per questo pensare a una fine della storia. L’abate segnala l’imminenza di una nuova Era, dove tutte le gerarchie e tutti i poteri si sarebbero fusi armonicamente sotto il soffio dello Spirito.

Gioacchino da Fiore

Gioacchino da Fiore

Colpisce di Gioacchino che l’elaborazione del suo pensiero e lo studio biblico non avvengano nelle aule delle celebri università medievali o nelle biblioteche dei grandi monasteri, ma in tuguri e piccoli cenobi sperduti sui monti della Sila, lontanissimi dalle vie di comunicazione e dai crocevia culturali. Gioacchino è un asceta che però ha viaggiato, ha visitato la Terrasanta, ha incontrato papi e re, ha dialogato con i teologi del tempo, ha vissuto a Palermo e a Casamari, è stato a Messina, Verona, Napoli e Roma. Conosce il mondo, i suoi vizi, le invidie e i contrasti della chiesa e delle corti. Ma quando deve pensare e scrivere, si ritira nei suoi romitori di montagna con pochi e fidati collaboratori. Gioacchino è un antesignano del «think global, act local», apprezzato ancora oggi per il suo pensiero globale, ma le cui tracce vanno scoperte sui monti della Calabria.

 

San Giovanni in Fiore e l’Abbazia Florense

Oggi San Giovanni in Fiore è un’importante e attiva cittadina della Sila, centro commerciale e artigiano, punto di partenza per diverse località turistiche del parco nazionale della Sila. Nacque però come piccolo centro di servizio al Monasterium Florense, fondato da Gioacchino da Fiore nel 1189. Si sviluppò poi nel corso dei secoli con l’immigrazione di molti abitanti dei casali di Cosenza.

L'Abbazia Florense

L’Abbazia Florense

L’Abbazia, che oggi è vanto e attrattore turistico della cittadina, risente delle vicende storiche, di manomissioni, alterazioni e restauri. Riesce tuttavia a farsi ammirare per il suo ornato portale duecentesco, per l’alta navata unica, per l’altare barocco e per la zona absidale con tre monofore ogivali sormontate da un rosone esalobato circondato da tre oculi. Nella cappella laterale destra vi è una ripida scala che conduce nella cripta: restaurata nel 1929, custodisce l’urna contenente le spoglie di Gioacchino da Fiore.

 

Il Centro internazionale di studi gioachimiti

Il Centro Internazionale di Studi Gioachimiti è insediato nei locali della restaurata Abazia Florense, ed è il punto di riferimento, di coordinamento e di propulsione della generale ripresa d’interesse verso l’Abate di Fiore.

I cerchi trinitari di Gioacchino

I cerchi trinitari di Gioacchino

Svolge un’intensa attività scientifica e editoriale, divulgativa e promozionale, formativa e didattica, convegnistica e seminariale, anche in collaborazione con università e istituzioni di ricerca italiane ed estere, testimoniata dagli otto Congressi internazionali con i relativi Atti, dalla rivista internazionale “Florensia”, dai seminari di specializzazione post laurea e dalla biblioteca. Il Centro sta procedendo alla ricognizione della tradizione manoscritta delle opere di Gioacchino da Fiore sparsa su tutto il territorio europeo, ne sta microfilmando i codici ed ha avviato l’edizione critica definitiva dell’Opera Omnia del grande Abate.

 

Il Museo demologico dell’economia, del lavoro e della storia sociale silana

Il Museo è dal 1984 il luogo di documentazione del territorio dell’Altopiano silano di cui San Giovanni in Fiore è il luogo centrale d’interesse per l’analisi della storia, dell’economia, delle tradizioni e dei caratteri folkloristici delle popolazioni silane. Il museo è articolato in sezioni dedicate agli attrezzi di lavoro, alle produzioni tradizionali, alla pastorizia, alla storia sociale e alle culture popolari.

Il logo del Museo

Il logo del Museo

Contiene l’esposizione permanente di cinque botteghe artigianali di antica tradizione locale: tessitura, oreficeria, pietra ornamentale, ebanisteria, calzolaio. Una citazione merita il fondo “Saverio Marra”, il fotografo novecentesco che ha lasciato un prezioso patrimonio fotografico di circa 3000 immagini sulla gente dell’altopiano.

 

Jure Vetere (Fiore Vecchio)

Disponendo di tempo, è opportuno completare la visita a San Giovanni in Fiore con un’escursione sui principali luoghi gioachimiti dei dintorni. Uno di questi è l’attuale Jure Vetere (Fiore vecchio), la sede della prima comunità monastica florense fondata da Gioacchino.

Lo scavo archeologico di Jure Vetere

Lo scavo archeologico di Jure Vetere

Gli scavi archeologici hanno riscoperto la struttura del protocenobio che andò distrutto da un incendio nell’estate del 1213. L’incendio costrinse i monaci florensi a trasferirsi a Faraclonio, l’attuale San Giovanni in Fiore, dove fu edificata l’abbazia di Fiore Nuovo. Il sito si trova lungo il fiume Arvo, a cinque chilometri in linea d’aria a est della città.

 

Il monastero di Corazzo

Il monastero di Corazzo fu fondato nel dodicesimo secolo. Fu abbazia benedettina e poi cistercense.

L'abbazia di Santa Maria di Corazzo

L’abbazia di Santa Maria di Corazzo

La storia di Santa Maria di Corazzo s’incrocia con quella di Gioacchino da Fiore, che qui vestì l’abito monacale, divenendone subito dopo abate. Proprio qui a Corazzo Gioacchino scrisse le sue opere principali, aiutato dagli scriba Nicola e Giovanni. L’abbazia è stata vittima delle distruzioni dei terremoti. Le suggestive rovine sono comunque state oggetto di restauro e sono oggi visitabili in località Castagna, frazione dei comune silano di Carlopoli.

Il portale dell'Abbazia Florense

Il portale dell’Abbazia Florense

 

(La visita è stata effettuata il 28 giugno 2016)

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