Sibari. Il Parco e il Museo archeologico

Sibari è oggi un centro agricolo, commerciale e turistico della Calabria jonica, cuore della Piana in cui è stata compiuta – con la riforma agraria e la bonifica – una vasta ed efficace opera di trasformazione fondiaria. La Sybaris di ieri era una delle capitali della Magna Grecia, una colonia fondata dagli Achei in prossimità della costa, vicino ai due fiumi Crati e Coscile. Era una città ricca potente, invidiata. Finì saccheggiata e distrutta nella guerra che le fecero i Crotoniati. Rinacque più tardi, con il nome di Thurium, forse su disegno urbanistico di Ippodamo da Mileto; ospitò lo storico Erodoto e il filosofo Empedocle. E ci fu poi la sua terza stagione di vita. Fu la volta dei Romani che vi dedussero una colonia e la chiamarono Copia. Gli eventi storici successivi e le alluvioni del Crati cancellarono le tracce, ma non la memoria di Sibari. E la riscoperta archeologica delle rovine delle tre città, dalla fine dell’Ottocento, è una sorta di avvincente romanzo che ha come protagonista Umberto Zanotti Bianco.

Il Parco archeologico

Io non son stato fortunato. Ho trovato il parco archeologico temporaneamente chiuso. Sono, infatti, in corso importanti lavori di messa in sicurezza e riqualificazione del sito dopo l’alluvione del 2013 che ha coperto di fango la città antica in seguito all’ennesima esondazione del fiume Crati. Come pure è in via di realizzazione il nuovo edificio per l’accoglienza dei visitatori al Parco del Cavallo.

Foto satellitare del parco archeologico della Sibaritide

Foto satellitare del parco archeologico della Sibaritide

L’ingresso si trova comunque all’altezza del km 24 della strada statale 106 “Jonica” bis. Il percorso
di visita parte dalla Porta Nord della città di Copia, procede lungo la grande strada basolata (plateia A) e arriva all’incrocio con l’altra arteria principale (plateia B) dove c’è la massima concentrazione di strutture monumentali di epoca romana. Si osservano qui la poderosa struttura semicircolare del Teatro e il grande impianto termale di età traianea (entrambi del primo secolo dopo Cristo).

Il Museo archeologico della Sibaritide

L'ingresso del Museo

L’ingresso del Museo

Mi sono spostato allora al vicino Museo nazionale archeologico della Sibaritide, aperto con orario lungo e situato sulla strada che porta ai Laghi di Sibari. Cinque grandi sale espositive raccontano il lungo excursus storico che parte dalle età del bronzo e transita per la fase della colonizzazione greca di Sybaris, per l’età ellenistica di Thurii e arriva all’età romana di Copia.

La vasca da bagno

La vasca da bagno ellenistica

La vasca da bagno ellenistica

Oddio, ma quella non è la vasca da bagno dei nonni? Anche il vintage va ormai nei musei! Poi un cartellino asciutto precisa che si tratta di una vasca da bagno a sedile mobile proveniente dall’abitato di epoca ellenistica di Torre Mordillo…

Il tesoretto di monete

Il ripostiglio monetale di Rossano-Ciminata

Il ripostiglio monetale di Rossano-Ciminata

Pensate all’emozione di quell’archeologo che ha ritrovato il tesoretto rovistando nel ripostiglio di una villa rustica della località Ciminata! È composto da 96 denarii romani repubblicani d’argento, contenuti in una piccola hydria d’impasto.

La cristianizzazione di Thurii-Copia

I risultati degli scavi documentano la precoce diffusione del Cristianesimo a Copia e farebbero ipotizzare che la prima sede vescovile locale sia antecedente alla fine del quarto secolo. La prima chiesa riutilizzò gli ambienti delle terme e sfruttò la vasca absidata come battistero.

Carta delle diocesi calabresi in età tardo-antica

Carta delle diocesi calabresi in età tardo-antica

Le strade romane in Calabria

La Via Popilia fu costruita nel secondo secolo per collegare Capua e la Via Appia con Regium. Entrava in Calabria a Muranum, e toccava Castrovillari (di qui c’era una diramazione per Copia); proseguiva poi nelle valli dell’Esaro (statio di Caprasia), del Crati (dove toccava Consentia) e del Savuto, per dirigersi infine verso Reggio lambendo la costa tirrenica. Alla Via Popilia si affiancavano due importanti strade costiere: la tirrenica e la jonica. Mentre la prima correva lungo la fascia litoranea, tra la Catena Costiera e il mare, confluendo nella Popilia all’altezza della piana di Sant’Eufemia, l’altra, partendo da Heraclea, lambiva tutto il litorale ionico. Su questo versante gli itineraria menzionano almeno tre stationes nella Sibaritide: quella ad Vicesimum (Amendolara), seguita da quelle di Thurii (Copia) e di Roscianum (ai piedi dell’attuale Rossano).

Le strade romane in Calabria

Le strade romane in Calabria

 

(La visita è stata effettuata il 26 giugno 2016)

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Informazioni su carlofinocchietti

Carlo Finocchietti dirige a Roma un’agenzia europea specializzata nella mobilità accademica internazionale e nel riconoscimento dei titoli di studio esteri. I suoi interessi di ricerca e le sue pubblicazioni si concentrano sull’internazionalizzazione dei sistemi universitari, l’orientamento professionale e i rapporti tra università e industria. Camminatore appassionato e curioso ha esplorato e descritto in diversi volumi intriganti percorsi escursionistici legati alla memoria storica dell’Italia centrale.

One thought on “Sibari. Il Parco e il Museo archeologico

  1. …ed è anche il curatore mentale e spirituale dell’Azione Cattolica della Parrocchia di San Clemente in Roma…esperto nella ricerca degli avvenimenti più eclatanti della storia del cristianesimo e attento comunicatore di vicende che hanno affermato il valore sociale…morale e spsirituale della Azione Cattolica a livello nazionale…ciccio frangone

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