Sila. Il Sentiero della Transumanza

Vacca podalica sui pascoli di Macchialonga

Vacca podolica sui pascoli di Macchialonga

Il Parco nazionale della Sila propone agli escursionisti il “Sentiero della Transumanza” (n. 11 del PNS e Cai 410), un tracciato che collega alcuni luoghi privilegiati di pascolo montano delle mandrie di vacche podoliche. È il più lungo di tutta la rete sentieristica ufficiale e ha come terminali da un lato i pascoli di vetta di Monte Botte Donato e dall’altro il vivaio della Fossiata. I pascoli della Sila, talvolta frutto di larghi disboscamenti effettuati nel corso dei decenni, esercitano un richiamo irresistibile e appetitoso per le mandrie transumanti che salgono in estate dagli allevamenti situati lungo la costa del Crotonese e del Marchesato. Con alcuni giorni di cammino le mandrie e le greggi risalgono gli antichi tratturi che fiancheggiano i fiumi e raggiungono le sponde dei grandi laghi silani e i pascoli più famosi come quelli dell’alta valle del Tàcina o quelli di Macchialonga. I permessi dell’Azienda regionale per lo sviluppo dell’agricoltura, i controlli di polizia veterinaria del Corpo forestale, gli incentivi agli allevatori, i caseifici di montagna, sono tutte misure che concorrono a migliorare le filiere del latte e della carne e la loro tracciabilità, dal produttore al consumatore.

Il vivaio forestale

Il vivaio forestale

Il percorso qui proposto ha inizio dall’Arboreto Sbanditi della Fossiata, sale nella foresta fino al valico di Macchialonga, traversa i magnifici pianori omonimi e sale infine alla panoramica vetta della Serra Ripollata. L’escursione è semplice e agevole, interamente su strada sterrata; ha un dislivello di circa 400 metri e si compie in quattro ore, tra andata e ritorno. Il punto di partenza è l’Arboreto Sbanditi, lungo la strada della Fossiata che s’imbocca sulla destra provenendo da Camigliatello Silano, dopo aver percorso la strada del lago Cecita e aver superato il centro di visita “Cupone”. I possibili ingressi, preclusi alle auto, sono tre e si trovano rispettivamente ai km 5,8 o 7,2 o 7,6. Il sentiero 410 inizia dalla località Santa Barbara (a quota 1325 m) e si raccorda nei pressi del vivaio forestale con i percorsi (410a) provenienti dagli altri due ingressi.

L’Arboreto

La mappa dell'Arboreto

La mappa dell’Arboreto

L’Arboreto del Parco è stato inaugurato nel 2015 ed è il frutto del recupero storico e paesaggistico della foresta demaniale della Fossiata, una foresta caratterizzata da una significativa antichità, posizione strategica e notorietà, sia a livello regionale che nazionale. L’Arboreto è divenuto così, grazie all’Ente Parco e al contributo dei centri di ricerca delle università calabresi, un Centro di esperienze a contatto con la natura. É un luogo di grande suggestione che accoglie esemplari secolari della flora locale (pinete, alnete, abetine) e anche esemplari tipici delle Alpi (abete rosso, larice, pino silvestre). Al centro è un’area attrezzata (chioschi, vialetti didattici, pannelli descrittivi), da cui si diramano brevi sentieri tematici.

La foresta

La prateria e il bosco

La prateria e il bosco

Lasciata l’area del vivaio, la strada s’immerge nella foresta di pini, salendo di quota con una serie di tornanti. Si percorre spesso un’autentica galleria vegetale, formata da alberi colonnari e coperta dalle larghe chiome ravvicinate. Da notare è la particolare forma della corteccia, segnata da sottili scaglie rossastre o grigie. Il contrasto tra la luce del sole e il colore verde cupo delle fronde, genera suggestivi giochi di luce. Il pino laricio, conifera endemica dell’altopiano silano, è la specie dominante della foresta. Anticamente era conosciuto per la resina che si estraeva dalla sua corteccia, la ‘pece bruzia’ dai molteplici usi (impermeabilizzazione delle barche, illuminazione, medicina). La presenza di numerosi alberi privi di corteccia e con le incisioni esterne per la colatura della resina attesta che l’attività è stata praticata almeno fino agli anni Cinquanta.

La Macchialonga

La Macchialonga

La Macchialonga

Raggiunto il valico a quota 1560, la foresta cessa per incanto e la vista si apre sull’immenso spazio dei pascoli della Macchialonga. Siamo su un altopiano ondulato, dove le praterie erbose e fiorite si alternano a fitte macchie di bosco. La strada contorna le praterie seguendone il margine destro e incontra alcuni rifugi in muratura utilizzati come stalle. Giunti al bivio del laghetto di Macchialonga (1545 m) si possono osservare le mandrie distribuite sui prati tutt’intorno e il richiamo esercitato dall’abbeverata. Un cartello segnala che è in corso un progetto Life per il ripristino della catena alimentare che fa capo al lupo attraverso il recupero di prati erbosi naturali degradati che andranno a favorire un aumento delle popolazioni di cervo e di capriolo, sue prede privilegiate.

Il laghetto di Macchialonga

Il laghetto di Macchialonga

La Serra Ripollata

La vetta della Serra Ripollata

La vetta della Serra Ripollata

La strada riprende a salire nel bosco, che torna a farsi fitto, e raggiunge il valico della Serra Ripollata a quota 1674. Siamo a uno snodo di sentieri. Il suggerimento è quello di varcare la recinzione e salire il cocuzzolo scoperto a sinistra, dov’è il segnale trigonometrico Igm. L’altimetro segnala che superiamo di pochissimo la quota 1700. Ma più che l’alpinistico è il valore paesaggistico a imporsi con un panorama sconfinato sui pascoli della Macchialonga, sul lago Cecita e sulle ondulazioni montane settentrionali della Sila Grande.

Il ritorno si effettua sul percorso dell’andata.

I pascoli di Macchialonga

I pascoli di Macchialonga

Mappa del sentiero: http://www.parcosila.it/images/sentieri/pdf/11_410.pdf

(Il percorso è stato testato il 29 giugno 2016)

Panorama verso il lago Cecita

Panorama verso il lago Cecita

 

Visita la sezione del sito dedicata ai tratturi e alla transumanza:

www.camminarenellastoria.it/index/PASSEGGIATE_TRATTURI.html

 

 

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