Il Sentiero del Silenzio

Percorrere il Sentiero del Silenzio è un’esperienza stimolante e toccante. Stimolante, perché il sentiero è un continuo invito a fare memoria storica e a leggere testi incisivi di grandi maestri. Toccante, perché commuovono le parole scritte dai giovani soldati della Grande Guerra ed emozionano le reliquie e i ricordi bellici. Ho vissuto questo sentiero come uno scambio continuo tra i “piedi” e la “testa”, una rara esperienza del camminare come ricostruzione dell’unità personale.

Il pannello descrittivo del sentiero

Il pannello descrittivo del sentiero

Siamo sull’altopiano di Asiago. Il “Sentiero del Silenzio” è stato realizzato dal Comune di Gallio, su progetto dell’architetto Diego Morlin, in un’area d’interesse storico e ambientale, nell’alta valle di Campomulo (località Campomuletto), sulla strada che conduce a luoghi evocativi come l’Ortigara, il monte Lozze, la cima della Caldiera. Il percorso ad anello costituisce la traccia lungo la quale sono state posizionate 10 opere d’arte contemporanea, collocate rispettando la morfologia del luogo e gli elementi emergenti che in esso si trovano. Tra questi, si scorgono tra gli abeti e nelle piccole valli, i segni della guerra: postazioni, caverne, ricoveri, trincee, ex cimiteri. Il Sentiero inizia e termina nei pressi del Rifugio Campomuletto e va percorso in senso anti-orario. Sono qui descritte di seguito le dieci postazioni.

 

Pace ritrovata

La colomba della pace

La colomba della pace

Le travi di legno di castagno formano una gabbia, racchiudono uno spazio entro il quale si cela una colomba. Una prigione a cielo aperto, uno spazio angusto entro il quale intrufolarsi per godere della visione di libertà e di pace dettata dalla presenza della colomba, scolpita da un unico blocco di marmo bianco con le ali pronte a spiccare il volo verso il cielo che fa capolino nella struttura massiccia di legno.

 

Pietà

Le croci

Le croci

Quattro croci greche sono sovrapposte a due a due, crivellate dalle pallottole. Il simbolo della croce in molti popoli e, specialmente, in molte religioni, assume significati legati alla vita, alla morte, alla rinascita ed è un segno di forte identità sociale, culturale e religiosa. Il significato prevalente della composizione è la Pietà. Infatti, essa è orientata verso il Monte Ortigara, che nel corso della Grande Guerra, prevalentemente nel giugno del 1917, è divenuto tristemente il calvario di migliaia di soldati di tutte le nazionalità.

 

Speranza

Le braccia

Le braccia

L’installazione è formata da 12 braccia umane in bronzo, che emergono dal terreno e possono essere nude o “vestite”. Le braccia si elevano al cielo (messaggio positivo), con mani che tengono ben stretto un foglio contenente uno scritto, oppure porgono un fiore, una colomba o altro simbolo. Esse esprimono la speranza della risurrezione dei morti.

 

Lettere

Le lettere dei soldati

Le lettere dei soldati

Grandi lastre rettangolari in acciaio, da un metro per quattro, sono collocate orizzontalmente nel terreno, senza un ordine precostituito. Grandi pagine della storia, sulle quali sono posizionate lettere inviate dal fronte dai soldati della Grande Guerra alle loro famiglie. Ricordo indelebile delle loro sofferenze, paure, angosce, ma anche segno di amore e di speranza nei confronti dei loro cari, della vita e della pace. Gioie che a pochi di loro sono state concesse.

 

Testimoni

Le sagome dei soldati

Le sagome dei soldati

Grandi sagome in acciaio, allineate, stanno a rappresentare tanti soldati pronti alla partenza per il fronte o pronti sulla linea di combattimento. Sagome smembrate, slabbrate, ferite, scheggiate dalla guerra. Solo alcune di esse rimangono integre, immuni alla furia distruttrice della Guerra. Le sagome sono collocate a cerchio entro il quale sono posizionate nel terreno le parti mancanti, a significare che nulla di quanto patito andrà perduto, almeno sino a quando nella memoria di chi saprà leggere con sentimento la scena, il ricordo non sparirà.

 

Eserciti

Gli elmetti

Gli elmetti

Questa composizione rappresenta i due eserciti (italiano e austro-ungarico) che sulle montagne circostanti si sono fronteggiati nel corso della Grande Guerra. Elmetti, corrispondenti a quelli in uso nei due eserciti, si contrappongono, posizionati simbolicamente nella medesima direzione mantenuta dagli eserciti nel periodo bellico. Le due schiere di elmetti esaltano il momento dello scontro, il cui solo risultato sarà la Morte, simboleggiata da quattro teschi collocati al centro.

 

Fiore vivo

I fiori

I fiori

La composizione è costituita da una serie di fiori giganteschi realizzati in “acciaio corten”, che ben si addice al posto con la sua caratteristica tonalità simile al ferro arrugginito, elemento costantemente presente nei siti interessati dagli eventi bellici. Una selva di fiori arrugginiti, tristi segni di distruzione, sono redenti da un fiore colorato posizionato nel centro, messaggero di speranza e di fiducia che dopo tanta distruzione la Vita ritornerà a fiorire e a germogliare, spazzando via l’angoscia del passato.

 

Labirinto nero

Il labirinto

Il labirinto

Questa installazione prende spunto dal luogo stesso in cui si colloca e dalla presenza di pietre di grandi dimensioni disseminate in tutta l’area. Le pietre sono riunite in modo da permettere il passaggio di una persona alla volta, la quale si volgerà al cuore della composizione, entrando quasi in un labirinto, entro il quale spicca un blocco squadrato di granito nero. Sul masso centrale è incisa la parola Pace in 36 lingue. Un valore indiscutibile, celato dal biancore anonimo della quotidianità, una possibilità aperta a tutti.

 

Gli immortali

Gli immortali

Gli immortali

La radura brulica di grossi massi biancastri, informi, anonimi, pietre comuni della zona. Ogni pietra porta incise simbolicamente delle iniziali, a memoria degli innumerevoli soldati che hanno perduto la vita o sono risultati dispersi nel corso delle guerre. A cento anni dal conflitto, e, spesso, anche nelle famiglie dei soldati, dei caduti o degli eroi è andata perduta la memoria storica dei loro cari… Ecco allora che, a delle semplici pietre, in un luogo sacro, è dato il compito di mantenerla viva.

 

Frutti gloriosi

Gli alberi secchi

Gli alberi secchi

Questa installazione è collocata in una grande buca provocata dallo scoppio di granate di vario calibro, che all’epoca hanno spappolato qualsiasi cosa o essere vivente. Nulla ci si aspetta da un simile evento distruttore e da un luogo così desolato. Da questa buca, invece, “nascono” degli alberi senza vita, secchi, che in futuro non porteranno né foglie, né frutti, perché originati da una mutazione genetica dovuta alla guerra. Sul loro tronco emergono solo delle grandi “piastrine di riconoscimento”, oggetti che i soldati portavano al collo come segno di identificazione, perché contenevano tutti i dati personali, utili nella vita e, purtroppo, ancor più nella morte.

 

Il braccio alzato

Il braccio alzato

 

(Ho percorso il sentiero il 17 agosto 2016)

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