Stilo bizantina: la Cattolica e il Monastero del mietitore

La Cattolica di Stilo

La Cattolica di Stilo

La valle bizantina dello Stilaro, in Calabria, ha accolto fin dal settimo secolo eremiti e monaci greci che hanno popolato gli eremi rupestri delle Serre calabre e hanno fondato chiese e monasteri. Nel tempo, la città di Stilo si è conquistata la dignità di più importante centro bizantino della Calabria meridionale (come Rossano lo era nella Calabria settentrionale). I calógeri basiliani, quei monaci greci dalle lunghe barbe e tuniche nere, seguaci della regola di San Basilio, hanno promosso un’esperienza di fede dura, ascetica, macerante, che ben si amalgamava con la natura aspra, montuosa e boscosa delle valli ioniche. Ma non si può limitare l’influsso bizantino alla pur significativa fioritura di eremi e laure sul monte Consolino. La culla della cultura bizantina in Calabria ha generato monumenti che ancora oggi non cessano di stupire per la loro qualità. Ne visitiamo due: la Cattolica, chiesa urbana di Stilo, e il monastero di San Giovanni Theristìs, che svetta solitario sul colle sopra Bivongi.

Le cupole

Le cupole

 

La Cattolica di Stilo

L'interno

L’interno

Stilo ha una lunga vita, che ha radici nella greca Kaulonia (le cui rovine sono oggi visibili nel parco archeologico di Monasterace Marina) ma che, con le sue ferriere, ha prodotto anche un’insospettata storia industriale. Il centro si è sviluppato a terrazze, a 400 metri di quota sul declivio del monte Consolino, accogliendo le famiglie che abbandonavano progressivamente la marina infestata dai predoni saraceni. La Cattolica è il suo monumento più bello e prestigioso. É un tempietto greco-bizantino, piccolo e compatto, costruito intorno all’anno Mille; un cubo di mattoni rossi, sovrastato da cinque caratteristiche cupolette cilindriche.

L'Ascensione di Gesù

L’Ascensione di Gesù

Salendo le scale e il sentierino sulla sinistra si possono osservare dall’alto la cupola centrale circondata dalle cupolette intorno, l’esterno di mattoni romboidali a dente di sega, le finestre a monofore e bifore, le tegole dei tettucci e le tre absidi sporgenti. Bello e intimo l’interno, a croce greca, con la cupola centrale impostata su quattro esili colonne. Delle tre absidi, quella centrale (bema) conteneva l’altare vero e proprio, quella a nord (prothesis) accoglieva il rito preparatorio del pane e del vino, mentre quella a sud (diakonikon) custodiva gli arredi sacri e serviva per la vestizione dei sacerdoti prima della liturgia. Gli affreschi sono numerosi e risalgono a epoche diverse. I restauri hanno rilevato un palinsesto di ben cinque strati pittorici.

Dormito Virginis (particolare)

Dormito Virginis (particolare)

In alto è una bella Ascensione con il Cristo nella mandorla sostenuta dagli angeli. Numerosi sono i santi della tradizione orientale, tra cui un San Giovanni Crisostomo, San Basilio e una bellissima Margherita di Antiochia. Ma l’affresco più curioso è la Dormitio virginis, la morte della Madonna. Come da tradizione, vediamo il corpo disteso di Maria, gli apostoli in preghiera che le fanno corona e il figlio Gesù in cielo che accoglie tra le braccia l’animula della Madre. Il particolare curioso (e un po’ splatter) è descritto sul fondo dell’affresco: un profanatore accosta le sue mani sacrileghe al corpo della Madonna e un angelo interviene sguainando la spada e mozzando con un fendente le due mani scellerate.

Il monastero delle Clarisse

Il monastero delle Clarisse

La visita alla Cattolica può completarsi con il percorso attrezzato che percorre le rovine del vicino complesso conventuale delle Clarisse e con gli altri monumenti di Stilo.

 

Il Monastero di San Giovanni Vecchio

La chiesa di San Giovanni Theristìs

La chiesa di San Giovanni Theristìs

Lasciata Stilo ci si dirige verso la vicina Bivongi; si valica il ponte sulla fiumara dello Stilaro e si risale il colle soprastante, seguendo una strada bisognosa di urgente manutenzione. Si stagliano su un primo colle i resti del monastero dei Santi Apostoli. Poi, dopo un altro tratto di strada, si arriva al Monastero di San Giovanni Terestì (Theristìs = il mietitore). La grande chiesa sovrasta le piccole celle a schiera dei monaci.

L'esterno

L’esterno

Il monastero di San Giovanni Vecchio fiorì soprattutto nel Mille per l’opera di San Giovanni Theristis, un monaco emigrato dalla Sicilia per sfuggire all’invasione araba. Con la sua superba basilica bizantino-normanna, il monastero divenne il più importante centro basiliano calabrese, con una grande biblioteca e un famoso scriptorium. Per secoli ha rappresentato il “Caput Monasterium Ordinis Sancti Basili” in Calabria e uno dei più importanti monasteri basiliani dell’Italia meridionale, mantenendo splendore e ricchezza sino al XV secolo. Nel 1662 i monaci furono però costretti a lasciare il monastero e a trasferirsi nel più sicuro cenobio di Stilo. Seguì un lungo periodo di decadenza.

La chiesa del monastero romeno ortodosso

La chiesa del monastero romeno ortodosso

Solo nel 1994, dopo i primi restauri, padre Kosmas, con la sua comunità greco-ortodossa proveniente dal Sacro Monte dell’Athos, si stabilì in questo luogo avviando la rinascita del centro e dell’Ortodossia. Partiti i monaci dell’Athos, il monastero è ora affidato a una comunità monastica romena inserita nella Diocesi Ortodossa Romena d’Italia.

L'iconografia dei santi orientali

L’iconografia dei santi orientali

Si possono visitare gli esterni della chiesa, con la profonda abside, la cupoletta cilindrica sul piedistallo cubico e i resti della struttura del monastero. Si può anche entrare nell’aula di culto per osservare i dipinti murali con i santi della tradizione ortodossa e l’iconostasi. Un piccolo bookshop, esclusivamente in lingua romena, è a servizio dei numerosi pellegrini romeni che salgono qui per assistere alla Divina Liturgia.

Il monastero dei santi apostoli

Il monastero dei santi apostoli

 

(Ho visitato Stilo il 6 agosto 2016)

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2 thoughts on “Stilo bizantina: la Cattolica e il Monastero del mietitore

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