Grande guerra. Il Sacrario militare di Asiago

Il Viale degli Eroi e il Sacrario di Asiago

Il Viale degli Eroi e il Sacrario di Asiago

Asiago. Attraverso il suggestivo viale degli Eroi si sale al Sacrario militare che sorge sul colle Leiten, una proprietà demaniale dello Stato che dipende dal Commissariato generale per le onoranze ai caduti in guerra. Il Sacrario di Asiago è uno dei più grandi, insieme a Redipuglia e Cima Grappa. La sua imponente mole rispecchia le architetture dei monumenti in voga negli anni Trenta. Fu infatti progettato dall’architetto veneziano Orfeo Rossato, ultimato nel 1936 e inaugurato due anni dopo. Il Monumento è a pianta quadrata e ha quattro fronti, perfettamente simmetrici rispetto ai due assi ortogonali. La struttura comprende la cripta inferiore e il grandioso arco trionfale soprastante. La cripta si articola in ampie gallerie lungo le quali sono distribuiti i loculi con i resti dei caduti; le gallerie assiali confluiscono al centro della cappella ottagonale nelle cui pareti sono collocati i resti di dodici caduti decorati di medaglia d’oro al valor militare. La parte centrale superiore è costituita da un ampio terrazzo, al centro del quale s’innalza il grandioso arco trionfale quadrifronte, al cui centro è posta un’ara votiva.

I cimiteri di guerra sull'altopiano

I cimiteri di guerra sull’altopiano

Nel Sacrario sono sepolti i resti di circa ventimila caduti austro-ungarici e di ben trentaquattromila italiani provenienti dai 35 cimiteri di guerra prima esistenti nella zona dell’Altipiano di Asiago. Non sono però tutti i caduti nell’altopiano. Nella sola battaglia dell’Ortigara vi furono almeno trentacinquemila morti in pochi giorni mentre le operazioni della Strafexpedition richiesero un tributo di sangue di oltre ottantamila vittime. Sui parapetti del terrazzo alcune frecce indicano le località dove si svolsero le battaglie e gli scontri più significativi: i Denti del Pasubio, lo Spitz di Tonezza, monte Zebio, il Verena, le Melette di Gallio, il Sisemol, Valbella, Lemerle, Cengio.

L'Ossario comune

L’Ossario comune

All’ingresso della Cripta è stato allestito un museo in due settori dove sono esposti molti cimeli, raccolti sui campi di battaglia dell’altopiano, nonché documenti e fotografie dell’epoca che ci riportano una viva testimonianza degli aspri e sanguinosi combattimenti che vi si svolsero.

Una foto d'epoca

Una foto d’epoca

Nel settore di sinistra sono illustrate le vicende belliche del settore montano, dall’Adige al Brenta, nei primi due anni 1915-1916 della guerra: dall’avanzata iniziale all’accanita difesa dei valorosi reparti che si sacrificarono sul Passo Buole, Pasubio, Novegno, Cengio, Zovette, Lemerle, Valbella, Meletta per bloccare, sull’ultimo diaframma montano, la grande offensiva austriaca nel maggio-giugno 1916.

Cimeli nel Museo della guerra

Cimeli nel Museo della guerra

Nel settore di destra sono documentate le vicende del biennio 1917-1918 durante il quale la guerra condotta con molto accanimento da entrambi i contendenti si concluse con la disfatta dell’esercito austro-ungarico. In particolare sono ricordati i disperati combattimenti sul Pasubio, i grandiosi lavori di organizzazione logistica e di rafforzamento delle difficili posizioni montane e l’olocausto delle eroiche truppe alpine nella battaglia dell’Ortigara.

La croce costruita con i residuati bellici

La croce costruita con i residuati bellici

(La visita al sacrario è avvenuta il 18 agosto 2016)

Vedi anche:

Grande guerra. Gli spalti dei Granatieri sul monte Cengio

Grande guerra. La Brigati Sassari su monte Zebio

Grande guerra. La Lunetta di Monte Zebio

Grande guerra. Il Museo all’aperto di monte Zebio. La Crocetta dello Zebio

Grande guerra. Il Campo di battaglia dell’Ortigara

 

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Informazioni su carlofinocchietti

Carlo Finocchietti dirige a Roma un’agenzia europea specializzata nella mobilità accademica internazionale e nel riconoscimento dei titoli di studio esteri. I suoi interessi di ricerca e le sue pubblicazioni si concentrano sull’internazionalizzazione dei sistemi universitari, l’orientamento professionale e i rapporti tra università e industria. Camminatore appassionato e curioso ha esplorato e descritto in diversi volumi intriganti percorsi escursionistici legati alla memoria storica dell’Italia centrale.

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