Bibola, un borgo sulla Via Francigena

Sin dolor no hay gloria”. Il celebre aforisma del Cammino di Santiago esprime bene il rapporto tra la fatica del cammino e la gioia dell’arrivo. Medito in continuazione questa verità mentre arranco sudato sull’esile e scorbutico sentiero che da Aulla sale al borgo di Bibola. I trecento metri di dislivello si fanno sentire, come pure i “panigacci” con salumi e formaggi, la specialità lunigianese della cena di ieri sera. Per fortuna il percorso è breve e gli adesivi della Via Francigena abbandonano finalmente il percorso verticale nel bosco per una più misericordiosa e panoramica strada sterrata. Un’ultima deviazione nel bosco, in corrispondenza di un’edicola mariana e di un’area di sosta, e poi si apre la visione del borgo appollaiato sulla cima di un colle a forma di cono.

L'arrivo a Bibola

L’arrivo a Bibola

Ciò che oggi resta dell’antico castello, delle mura e del borgo risale al Quattrocento dei Malaspina. Fu allora che il borgo si andò espandendo in modo circolare, seguendo le curve di livello, con una strada a spirale che risaliva dalla porta di accesso fino alle torri del castello. Nel Cinquecento Bibola accentuò la sua trasformazione in borgo fortificato. La strada acquistò alcuni passaggi coperti “in galleria” che avevano un’evidente funzione difensiva. Ma possiamo ipotizzare che servissero a riparare i borghigiani dalle intemperie e a consentire in modo protetto anche nella cattiva stagione alcune lavorazioni agricole e artigiane.

Un angolo del borgo

Un angolo del borgo

Bibola ebbe anche un presidio imperiale nel 1706, ai tempi della guerra di successione spagnola. Vi transitarono pellegrini, drappelli di armigeri e carovane di muli dei mercanti in transito tra la pianura padana e il mare.

La galleria

La strada in galleria

La strada in galleria

La strada in galleria è oggi l’attrattiva peculiare del borgo di Bibola. Il percorso supera con una gradinata il dislivello con la sommità del colle ed è protetto da una copertura sostenuta da una successione di archi di pietra e da una copertura di travi di legno. Una serie di finestroni si apre con funzione difensiva sul percorso sottostante e con funzione di osservazione sui dintorni del borgo.

Un affaccio in galleria

Un affaccio in galleria

Sulla gradinata si affacciano i locali destinati ad abitazione, a laboratorio e a magazzino. Si può anche immaginare tra due archi ravvicinati l’esistenza di una saracinesca che sigillava l’ingresso al paese.

Il castello

Il castello di Bibola

Il castello di Bibola

Il castello occupa la sommità del colle ed è l’evoluzione di diversi corpi di fabbrica. Ne vediamo oggi la sua versione quattrocentesca, di forma quadrangolare, con due torri ogivali e un terzo torrione a sud-est, aggiunto successivamente.

Una torre del castello

Una torre del castello

La chiesa

La chiesa di san Bartolomeo

La chiesa di san Bartolomeo

La chiesa parrocchiale è dedicata a San Bartolomeo ed è frutto di successive ristrutturazioni avvenute nel tempo. Delizioso è il sagrato, il cortile davanti la chiesa, che è ingentilito da una pavimentazione a ciottoli di varie sfumature che formano una raffinata decorazione geometrica.

Particolare del sagrato

Particolare del sagrato

Secondo un’antica tradizione la chiesa conserverebbe le spoglie di Margherita dei Pannocchieschi, la moglie del conte Ugolino della Gherardesca, immortalato da Dante nella Divina Commedia.

Via Francigena: l'area di sosta di Bibola

Via Francigena: l’area di sosta di Bibola

(Ho visitato Bibola il 4 settembre 2016)

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Informazioni su carlofinocchietti

Carlo Finocchietti dirige a Roma un’agenzia europea specializzata nella mobilità accademica internazionale e nel riconoscimento dei titoli di studio esteri. I suoi interessi di ricerca e le sue pubblicazioni si concentrano sull’internazionalizzazione dei sistemi universitari, l’orientamento professionale e i rapporti tra università e industria. Camminatore appassionato e curioso ha esplorato e descritto in diversi volumi intriganti percorsi escursionistici legati alla memoria storica dell’Italia centrale.

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