Cademario. I mestieri dei dannati

La chiesa di Sant'Ambrogio

La chiesa di Sant’Ambrogio

Cademario è un comune svizzero del Canton Ticino, situato nella regione del Malcantone. Il suo cimitero accoglie i defunti in un ambiente di valore, su un balcone affacciato sul lago di Lugano e sulla piana d’Agno. L’ultimo saluto al defunto viene officiato nella chiesa cimiteriale, rivestita di affreschi escatologici che evocano la seconda parusia del Signore, il giudizio universale, le gioie del paradiso e le punizioni infernali. La chiesa è dedicata al Santo Vescovo milanese Ambrogio, ritratto con il flagello in mano per le sue posizioni contro gli eretici.

Gli affreschi di Cademario

Gli affreschi di Cademario

La scena del Giudizio universale vede al centro, in alto, il Cristo giudice seduto sul trono e con la corona d’oro sul capo, segni della sua regalità sul creato. L’immagine è mutuata dall’affresco della Madonna dei Ghirli nella non lontana Campione d’Italia. Le due figurine di Adamo ed Eva, collocate sul tetto del trono ricordano la storia della salvezza, iniziata col peccato originale dei progenitori e risolta con la nuova alleanza generata dal sacrificio e della risurrezione di Gesù.

Il giudizio finale

Il giudizio finale

Il messaggio è rafforzato dalla sottostante visione apocalittica: l’agnello sgozzato, con il nimbo crucifero sul capo e il vessillo della vittoria sulla morte, è adagiato sul libro chiuso dai sette sigilli. Le prime due sezioni orizzontali dell’affresco sono occupate dagli angeli. In alto sono i cori celesti che cantano le lodi di Dio. Sotto sono schierate le milizie angeliche guidate dall’arcangelo Michele, armate di corazza, elmo e scudo. A fianco del giudice sono gli angeli che suonano le trombe della risurrezione, aprono i libri del giudizio e ostendono gli strumenti della passione (la canna con la spugna dell’aceto, la colonna della flagellazione, la lancia di Longino).

Il Paradiso

Il Paradiso

Sotto gli angeli si posizionano, ordinati sue due sezioni, i beati del Paradiso. Vediamo innanzitutto i due intercessori, inginocchiati ai piedi di Gesù: sono la madre Maria, che prega con le braccia incrociate sul petto, e Giovanni Battista il precursore, che offre al giudice la testa mozzata del suo martirio. Dietro di loro potrebbero essere schierati i dodici apostoli che compongono il tribunale celeste. Più in basso sono i beati, con gli uomini a sinistra e le donne a destra. Tra queste ultime si riconoscono la Maddalena dai lunghi capelli biondi, Caterina d’Alessandria con la corona sul capo, Cecilia con l’organo, Chiara con l’abito monacale. Tra gli uomini dovrebbero esserci i dottori della chiesa (con Ambrogio) e i santi fondatori degli ordini religiosi. La parte inferiore dell’affresco è largamente mutilata. Vi si leggono tuttavia tre scene. Al centro, dov’era probabilmente descritta la risurrezione dei morti, un angelo scende in volo ad accogliere le anime dei salvati, contrastando con la spada sguainata le manovre dei diavoli. A destra e a sinistra sono le due scene che descrivono – in positivo e in negativo – il criterio che ispira il giudizio finale, così come è espresso nel vangelo di Matteo.

L'Inferno

L’Inferno

A destra un gruppo di dannati è rappresentato tra le fiamme, nella bocca aperta del Leviatano biblico: il cartiglio spiega che questi dannati sono finiti nel fuoco eterno perché non esercitarono la carità verso il prossimo. A sinistra è descritta una donna che dà l’elemosina ai poveri: in forma elementare è spiegato il concetto delle opere di carità; il gruppo dei salvati (nel quale compaiono uomini e donne, laici e religiosi, ricchi e popolani) guarda lieto verso il Cristo giudice.

Il dannato sulla graticola

Il dannato sulla graticola

Nella parete a destra del Giudizio universale è dipinta la scena del giudizio individuale: l’arcangelo Michele, in abiti guerrieri, pesa sulla bilancia a doppio piatto i meriti di un risorto. Un diavolo cerca di condizionare l’esito del giudizio facendo pendere verso di sé il piatto della bilancia.

L'albero del male

L’albero del male

Sulla parete opposta è descritta un’ampia scena dell’Inferno e delle punizioni dei dannati. Simmetricamente al Cristo del Giudizio, è l’immagine di Lucifero a dominare la scena infernale. Il suo volto demoniaco è fornito di lunghe zanne, corna e tre bocche. Come un pavone, simbolo di superbia, allarga a ruota dietro di sé le ali membranacee fornite di occhi. Divora con le bocche laterali due superbi. In basso ha una replica in un diavolo in forma di rapace grifagno, che afferra i dannati per i polsi o per il collo e li divora. A destra in alto i diavoli avvinghiano i dannati, se li caricano come sacchi sulle spalle e li trascinano verso le loro punizioni. Un cartiglio indica i colpevoli del peccato capitale dell’accidia. Al centro, a sinistra, vediamo un dannato, forse un lussurioso, costretto sulla graticola, abbracciato lubricamente alle spalle da un diavolo e morso sul polpaccio da un drago. Le scene più caratteristiche sono quelle dipinte in basso. A destra vediamo un grande arbor mali con i suoi frutti marci: è l’albero del male sui cui rami sono infilzati i dannati fatti a pezzi e le parti del corpo responsabili del peccato commesso. A differenza di altri affreschi simili, l’albero non ha i rami secchi e spinosi ma è rigoglioso di fogliame.

I mestieri dei dannati

I mestieri dei dannati

A sinistra è il grande calderone nel quale sono lessati i peccatori. Tutti i dannati sono puntigliosamente individuati dall’attributo della loro condizione sociale e del mestiere che esercitano. Si riconoscono così, in una sorta di gioco del who’s who, i dadi del giocatore d’osteria, la cazzuola del muratore, le forbici del sarto, il rastrello del contadino, la mazza ferrata del soldato, la bilancia del commerciante, l’alambicco del farmacista, la mannaia del macellaio, lo specchio e i profumi della cortigiana, la cornamusa del musicante.

(Il sopralluogo è stato effettuato il 6 aprile 2012)

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