Passeggiata tra le rovine di Qumran. Gli Esseni e i manoscritti del Mar Morto

Le rovine di Qumran

Le rovine di Qumran

Le rovine di Qumran emergono dal deserto presso la riva occidentale del Mar Morto, 25 km a est di Gerusalemme e 10 km a sud di Gerico. Occupano una terrazza pianeggiante aperta verso il mare, circondata da burroni scoscesi (Uadi) che scendono da un’imponente parete rocciosa, traforata da grotte.

La terrazza di Qumran e la dorsale rocciosa

La terrazza di Qumran e la dorsale rocciosa

Gli scavi archeologici che riportarono alla luce le strutture di questa cittadella monastica degli Esseni furono condotti a metà del secolo scorso dal padre domenicano francese Roland de Vaux e da Gerald Lankester Harding, archeologo britannico direttore del Dipartimento delle antichità giordane. Furono anche esplorate le grotte circostanti, recuperandovi le giare contenenti i rotoli del Mar Morto. Oggi il sito è parco archeologico nazionale, curato dalla Israel Nature and National Parks Authority.

La città degli Esseni

Lo uadi Qumran

Lo uadi Qumran

A Qumran si stabilirono gli Esseni, una comunità di monaci giudaici, consacratisi – al di fuori della comunità ebraica – all’austerità e all’ascetismo più rigorosi. Fiorirono nel primo secolo avanti e dopo Cristo. Dovevano vivere nella più stretta osservanza della Legge mosaica, nella castità perfetta e nel distacco assoluto dai beni della terra. Avevano vivo il senso del peccato e della penitenza. Per questo si ritiravano nel deserto e praticavano continui bagni rituali. Si ritenevano gli “eletti”: solo nella loro comunità poteva essere raggiunta la salvezza. Era vivissima tra loro l’attesa del Messia. Forse per qualche tempo fece parte della loro comunità anche San Giovanni Battista o per lo meno deve averne conosciuto l’esistenza e lo spirito. Qumran era la loro cittadella monastica. L’avevano ricostruita dopo la distruzione provocata dal terremoto del 32 avanti Cristo. Ma nel giugno del 68 dopo Cristo, durante la grande rivolta degli ebrei contro il dominio di Roma, i soldati di Vespasiano, inquadrati nella X Legio Fretensis, distrussero nuovamente la loro piccola capitale e dispersero gli Esseni. Da allora Qumran fu definitivamente abbandonata e dimenticata. Almeno fino alla sua riscoperta nel Novecento.

La visita

L'acquedotto e il bagno rituale

L’acquedotto e il bagno rituale

La visita dell’area archeologica è preceduta da un video che narra la storia degli Esseni e da un tour tra alcuni reperti recuperati durante gli scavi. Usciti all’aperto, si familiarizza con l’ambiente terrazzato, geograficamente inquadrato tra i monti e il mare.

La vasca di un bagno rituale

La vasca di un bagno rituale

Il percorso obbligato segue un sentiero protetto e alcune passerelle di ferro. Si osservano in successione gli ambienti legati all’acqua, come l’acquedotto che alimentava le antiche cisterne e i numerosi bagni rituali con le scale che scendevano nelle vasche.

Il refettorio degli Esseri, sullo sfondo del Mar Morto

Il refettorio degli Esseri, sullo sfondo del Mar Morto

Tra gli altri ambienti, si riconoscono lo scriptorium, dove venivano trascritti i manoscritti, l’aula delle assemblee comuni, la cucina e il refettorio, i magazzini per il cibo, il laboratorio di ceramica, il forno e la stalla. Particolarmente emozionante è il punto di osservazione sullo Uadi Qumran e sulle grotte dei rotoli. La salita sulla torre consente di avere una visione complessiva del sito.

La torre

La torre

I manoscritti del Mar Morto

La grotta dei manoscritti

La grotta dei manoscritti

Nel 1947 Muhammad Abu-Dieb, un beduino della tribù di Ta’amra, cercando una capra che si era persa nei dintorni di Qumran, scoprì casualmente in una grotta delle giare intatte, una delle quali conteneva dei rotoli di cuoio, che furono poi riconosciuti come manoscritti ebraici risalenti all’anno 100 avanti Cristo, contenenti il testo completo di Isaia, un commentario del profeta Abacuc e una copia completa della Regola della comunità degli Esseni. Si ipotizza che gli Esseni, preoccupati per l’avanzata dei Romani, prima di disperdersi, nascondessero le giare contenenti i loro manoscritti in grotte dall’accesso impervio, per salvarli dalla distruzione. Il clima arido e secco ne favorì la conservazione per quasi due millenni. Le successive ricerche portarono alla scoperta di altri rotoli di manoscritti relativi a circa seicento volumi biblici ed extra-biblici, occultati in undici grotte. Questi manoscritti, dopo essere stati studiati, sono oggi conservati nell’Israel Museum di Gerusalemme, nella sezione chiamata “il santuario del Libro”.

L'approvvigionamento idrico di Qumran

L’approvvigionamento idrico di Qumran

(Ho visitato Qumran il 28 settembre 2016)

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Informazioni su carlofinocchietti

Carlo Finocchietti dirige a Roma un’agenzia europea specializzata nella mobilità accademica internazionale e nel riconoscimento dei titoli di studio esteri. I suoi interessi di ricerca e le sue pubblicazioni si concentrano sull’internazionalizzazione dei sistemi universitari, l’orientamento professionale e i rapporti tra università e industria. Camminatore appassionato e curioso ha esplorato e descritto in diversi volumi intriganti percorsi escursionistici legati alla memoria storica dell’Italia centrale.

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