Colle Val d’Elsa. La Cripta della Morte

La visita richiede uno stomaco forte. L’Oratorio della Misericordia, nella Cripta del Duomo di Colle, è la quintessenza di quel compiacimento nel macabro, tipico di una certa spiritualità del Seicento. L’ambiente è repulsivo, funereo, lugubre, opprimente. Bare, catafalchi, panni funebri, cappucci neri, ceri, statue del compianto. E un rivestimento di affreschi, sulle pareti e sulle volte, ispirato ai temi escatologici.

L'ingresso della cripta

L’ingresso della cripta

In realtà, al di là delle forme, l’Oratorio della cripta è lo storico luogo di riunione della Confraternita della Misericordia, la più antica forma di volontariato sorta nel mondo e ancora oggi estremamente vitale. Molto attive in Toscana, le Misericordie furono fondate nel 1244 a Firenze, aggregando semplici cittadini di ogni ceto ed età, impegnati a “onorare Dio con opere di misericordia verso il prossimo”, il tutto nel più assoluto anonimato e in totale gratuità. La Confraternita di Colle fu particolarmente impegnata nella settima opera di misericordia: seppellire i morti e le vittime di epidemie e pestilenze.

L'angelo della morte

L’angelo della morte

Guardiamo ora gli affreschi alle pareti del presbiterio. A destra e a sinistra sono dipinti gli scheletri di due angeli della morte. Essi hanno nelle mani scritte ammonitrici, mentre ai loro piedi giacciono alla rinfusa i simboli della vanità umana. Il cartiglio dello scheletro di destra riporta la locuzione latina “memento homo quia pulvis est” (ricordati uomo che sei polvere), citazione del libro della Genesi (3,19). In basso giacciono due volumi rilegati, un elmo piumato, un libro di musica e un sacco di monete d’oro, allusione alla vanità della ricchezza, dell’arte, della cultura e della forza.

La morte e la vanità del potere

La morte e la vanità del potere

L’angelo a sinistra calpesta invece un triregno papale, scettro, corone e ornamenti regali, una berretta cardinalizia e una mitra vescovile, allusione al potere e alle gerarchie della chiesa e del regno. Tra le mani esibisce la scritta “statutum est omnibus hominibus semel mori” che cita un versetto della lettera agli Ebrei: E come per gli uomini è stabilito che muoiano una sola volta, dopo di che viene il giudizio, così Cristo, dopo essersi offerto una sola volta per togliere il peccato di molti, apparirà una seconda volta, senza alcuna relazione con il peccato, a coloro che l’aspettano per la loro salvezza (Eb 9,27-28).

Il Paradiso di Dio

Il Paradiso di Dio

L’evocazione scritturistica del nesso tra morte e giudizio introduce idealmente gli affreschi che decorano la volta e che rappresentano i regni dell’aldilà. Il Paradiso è sintetizzato nell’immagine di Dio Padre che vola nell’empireo accompagnato da uno stormo di angeli. Un angelo solleva il globo terrestre sormontato da una croce d’oro e l’offre a Dio a simboleggiare la sua signoria sul creato.

Il purgatorio

Il purgatorio

Il Purgatorio è rappresentato come un tempestoso mare di fiamme: vi affiorano i corpi di anziani canuti, di giovani barbuti e di donne che espiano i loro peccati. I loro volti non sono però straziati dalla pena ma esprimono una fiduciosa speranza nella misericordia divina. Misericordia che si manifesta con la discesa di un angelo che afferra per il polso una donna ormai redenta e la solleva per portarla in Cielo.

L'Inferno

L’Inferno

Ovviamente diversi sono i sentimenti vissuti dai dannati all’Inferno. La coppia di lussuriosi osserva atterrita lo spettacolo offerto dai peccatori. Un gruppo di dannati fugge davanti all’assalto di un drago alato. L’iracondo reagisce con l’autolesionismo al demonio che lo avvinghia. Un altro dannato è morsicato da aspidi velenosi e abbracciato da un demone cattivo, armato di forcone. Indimenticabile è infine il demonietto dalle mani grifagne che soffia dalla bocca una vampa di fuoco sui dannati come un mangiafuoco nello spettacolo di strada.

(Il sopralluogo è stato effettuato l’11 settembre 2016)

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Informazioni su carlofinocchietti

Carlo Finocchietti dirige a Roma un’agenzia europea specializzata nella mobilità accademica internazionale e nel riconoscimento dei titoli di studio esteri. I suoi interessi di ricerca e le sue pubblicazioni si concentrano sull’internazionalizzazione dei sistemi universitari, l’orientamento professionale e i rapporti tra università e industria. Camminatore appassionato e curioso ha esplorato e descritto in diversi volumi intriganti percorsi escursionistici legati alla memoria storica dell’Italia centrale.

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