Pizzo e il mare

Pizzo Calabro è una vivace cittadina della costa tirrenica calabrese, aggrappata al pendio di una rupe che strapiomba in mare. Il turista rimane incantato dai suoi tramonti sul Tirreno e dal profilo del vulcano marino di Stromboli. La posizione al centro del golfo di Sant’Eufemia è particolarmente evidente di notte quando si accendono le luci di tutti i paesi della costa, ma anche di giorno, salendo sui colli retrostanti, quando si definiscono nella loro ampiezza l’andamento dell’arco costiero e l’altopiano del Poro.

Il golfo di Sant'Eufemia

Il golfo di Sant’Eufemia

Il consiglio è di non limitarsi a vedere e ammirare. Occorre anche ‘capire’. É quindi suggerito di ascoltare le storie di vita degli abitanti di Pizzo (napitini o pizzitani) per comprendere il loro millenario rapporto con il mare. O almeno decifrare i segnacoli, le testimonianze visibili, le forme esterne di questo rapporto, in una lunga passeggiata sulla costa, dalla foce dell’Angìtola alla spiaggia della stazione.

Pizzo dall'alto

Pizzo dall’alto

La pesca miracolosa

La moltiplicazione dei pesci

La moltiplicazione dei pesci

La scena della moltiplicazione dei pesci nella chiesa rupestre di Piedigrotta è la chiave per comprendere l’antico legame tra i pescatori di Pizzo e il tonno. La donna stupita che osserva le ceste rigurgitanti di pesce sulle rive del mar di Galilea, frutto di uno dei più famosi miracoli di Gesù, esprime il desiderio onirico di ogni napitino di una pesca miracolosa nel golfo di Sant’Eufemia e il sogno di risorgere dopo una vita di stenti.

L’antica pesca del tonno

La mattanza dei tonni a Pizzo in una foto d'epoca dello stabilimento balneare "La Murena"

La mattanza dei tonni a Pizzo in una foto d’epoca dello stabilimento balneare “La Murena”

 

Per le sue favorevoli condizioni climatiche, il golfo di Sant’Eufemia è stato un ambiente ideale per la riproduzione dei tonni. Sin dall’antichità sulle coste calabresi si ebbe la maggiore concentrazione di tonnare ad alte produzioni. La “Tonnara Grande” di Pizzo risalirebbe al 1457. Tra i diversi sistemi di pesca, la tonnara “fissa” era un complesso sbarramento di reti immerse nel mare che intrappolava i tonni durante il passaggio nel periodo primavera-estate. Il sistema di reti a forma di rettangolo chiamato “isola” era composto da una serie di camere comunicanti, cinque in tutto, attraverso le quali i tonni venivano avviati verso l’ultima, posta a ponente, denominata “camera della morte”, l’unica ad avere la rete anche sul fondo. Il sistema è oggi abbandonato a causa dell’innovazione tecnologica e delle nuove normative europee in materia, ma è ancora nostalgicamente raccontato dai vecchi pescatori locali.

La tonnara

L'ex tonnara

L’ex tonnara

La Tonnara di Pizzo è oggi un luogo espositivo, dopo aver ospitato anche il museo del mare. Ieri era il riferimento per la pesca del tonno. Nel periodo invernale i tonnaroti vi riparavano le vecchie reti, ne fabbricavano delle nuove, calafatavano le numerose imbarcazioni (che per tradizione erano di colore nero per mimetizzarsi alla vista dei tonni), effettuavano la manutenzione dei cavi d’acciaio, delle ancore ed erano dediti a tanti altri lavori di preparazione. Nel periodo estivo vi affluivano le barche con il pescato e avveniva la prima lavorazione del tonno.

I morti in mare

Pizzo ai caduti in mare

Pizzo ai caduti in mare

Città di marinai, Pizzo non dimentica i suoi morti in mare. L’Associazione nazionale Marinai d’Italia ha voluto un monumento, sullo sfondo del Tirreno, con la seguente dedica: “Benedici, o Signore, le nostre case lontane, le care genti. Benedici nella cadente notte il riposo del popolo. Benedici noi che, per esso, vegliamo in armi sul mare. Benedici”.

L’Istituto Tecnico Nautico

L'Istituto Nautico

L’Istituto Nautico

L’Istituto Tecnico Nautico (denominato oggi Istituto Tecnico Trasporti e Logistica – Nautico e Aeronautico) è stato fondato nel 1959 ed è stato definitivamente sistemato nella struttura di via Prangi. Le sue origini risalgono tuttavia ai primi anni post-unitari del Regno d’Italia, quando nacque a Pizzo una “Reale Scuola Nautica e di Costruzioni”, abilitata a preparare capitani di gran cabotaggio e costruttori navali. Il Nautico, con le sue sezioni Capitani e Macchinisti, ha diplomato a Pizzo generazioni di professionisti del mare. La scuola sottolinea orgogliosamente di aver diplomato anche la prima donna Macchinista in Italia.

La Guardia costiera

La sede della Guardia Costiera

La sede della Guardia Costiera

Pizzo è sede di un distaccamento della Guardia costiera e dell’ufficio locale marittimo. Tra le competenze della Guardia costiera vi sono la salvaguardia della vita umana in mare, la sicurezza della navigazione e del trasporto marittimo, la tutela dell’ambiente marino, dei suoi ecosistemi e l’attività di vigilanza dell’intera filiera della pesca marittima, dalla tutela delle risorse a quella del consumatore finale. L’ufficio locale marittimo esercita le funzioni amministrative attinenti alla navigazione e al traffico marittimo nei singoli porti o approdi ed esercita la vigilanza sul demanio marittimo.

San Francesco di Paola

Francesco di Paola

Francesco di Paola

Il locale convento dei Frati Minimi, dedicato a San Francesco di Paola, per la sua favorevole posizione al vertice del paese, era il primo a scorgere il segnale lanciato dalle barche in mare e suonava le campane a festa, avvertendo allegramente la popolazione dell’abbondante pesca. Ai Frati per ogni buona mattanza si offriva, per voto, il tonno più grosso, vista la grande devozione dei pizzitani verso San Francesco di Paola, protettore della gente di mare. Al Santo sono dedicati un monumento sulla Via Nazionale e una scultura nella chiesa di Piedigrotta.

San Giorgio

San Giorgio e il drago

San Giorgio e il drago

San Giorgio, popolarissimo santo di tutta la cristianità, è anche il protettore di Pizzo. A lui è dedicata la centrale chiesa collegiata, dalla facciata barocca, con un bel portale e medaglione del santo in marmo bianco. La tradizione popolare lo raffigura come il cavaliere che affronta il drago, simbolo della fede intrepida che trionfa sulla forza del maligno. Una scultura di San Giorgio si trova anche nella chiesa di Piedigrotta. Forse il pescatore devoto a San Giorgio sublimava nella lancia che infilzava il drago, il fiocinatore che infilzava il pescespada e il tonno.

Maria protegge la gente di mare

La Madonna che protegge la gente di mare

La Madonna che protegge la gente di mare

La statua della Madonna col Bambino che sovrasta la chiesa di Piedigrotta ricorda la devozione popolare per Maria protettrice della gente di mare. Si tramanda a Pizzo la leggenda di un naufragio avvenuto intorno alla metà del Seicento quando un veliero con equipaggio napoletano fu sorpreso da una violenta tempesta. I marinai si raccolsero nella cabina del Capitano, dove era custodito il quadro della Madonna della Piedigrotta napoletana e tutti insieme iniziarono a pregare facendo voto alla Vergine che, in caso di salvezza, avrebbero eretto una cappella e l’avrebbero dedicata alla Madonna. La nave si inabissò ma i marinai raggiunsero a nuoto la riva, miracolosamente accompagnati dal quadro della Madonna di Piedigrotta e dalla campana di bordo. Fu il prologo leggendario alla nascita della chiesa della Piedigrotta pizzitana.

L’uomo dei venti

L'uomo dei venti

L’uomo dei venti

A conclusione, sulla piazza principale di Pizzo, di fronte al castello Murat, c’è l’incontro emozionante con “l’uomo dei venti”, seduto sul bordo con lo sguardo rivolto al mare. É una scultura di Edoardo Tresoldi, un giovane artista milanese che realizza grandi sculture con rete metallica dall’effetto trasparente. “Il mio collezionista di venti – scrive Tresoldi – siede su un muro tra le viuzze del centro di Pizzo, lo sguardo fisso verso le Eolie, controlla il gioco dei venti che animano gli alberi e fischiano tra i vicoli. Non c’è vento che non abbia chiacchierato con lui”.

 

(La visita a Pizzo è avvenuta nei primi giorni dell’agosto 2016)

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Informazioni su carlofinocchietti

Carlo Finocchietti dirige a Roma un’agenzia europea specializzata nella mobilità accademica internazionale e nel riconoscimento dei titoli di studio esteri. I suoi interessi di ricerca e le sue pubblicazioni si concentrano sull’internazionalizzazione dei sistemi universitari, l’orientamento professionale e i rapporti tra università e industria. Camminatore appassionato e curioso ha esplorato e descritto in diversi volumi intriganti percorsi escursionistici legati alla memoria storica dell’Italia centrale.

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