Pizzo Calabro. La chiesa rupestre di Piedigrotta

L’architettura rupestre non è storicamente limitata al solo medioevo bizantino. La grotta non è il solo arcaico rifugio accessibile agli homeless più poveri. La chiesa rupestre non è solo la remota reliquia di eremiti e monaci basiliani. La civiltà rupestre può stupire ancora oggi per una sua insospettata modernità. Scettici? Beh, provate a scendere qui tra i bagnanti della spiaggia di Pizzo Calabro, nello scenario del golfo di Sant’Eufemia. Scoprirete una parete verticale di arenaria, indorata dal sole che declina verso l’orizzonte del mar Tirreno.

La Piedigrotta di Pizzo Calabro

La Piedigrotta di Pizzo Calabro

La parete, forata da occhi scuri sbarrati e aperta dai varchi di un condominio rupestre, è sovrastata da una croce e dalla statua di una madonnina.

La chiesa di Piedigrotta

La chiesa di Piedigrotta

La porta d’ingresso v’introdurrà in un antro buio, articolato in tre ambienti rosicchiati nella friabile roccia. Ci si muove in un percorso a gimkana tra romitori, sorgenti e pozze d’acqua, colonne e gradini, un altare centrale. Si svela una progressione di sorprendenti presenze scolpite.

L'esterno di Piedigrotta

L’esterno di Piedigrotta

Le sculture rupestri

 Le sculture nei blocchi di arenaria ricostruiscono racconti biblici affollati di personaggi. Un grande presepe con Gesù neonato in braccio a Maria, San Giuseppe, i pastori in adorazione, il bue e l’asinello e in fondo il paesaggio arabo con i Re Magi che giungono sui loro cammelli. La bellissima scena della moltiplicazione dei pani e dei pesci: Gesù, gli apostoli, un uomo con la cesta colma di pani e una donna seduta tra le ceste traboccanti di pesci.

La pesca miracolosa

La pesca miracolosa

Un sacerdote che celebra la messa tra gli angeli. L’apparizione della Madonna di Lourdes a Bernadette. La cappella della Madonna di Pompei. E poi angeli e santi: Francesco di Paola che attraversa lo stretto di Messina sul suo mantello; Antonio da Padova con gli orfanelli; Giorgio che trafigge il drago; l’angelo della morte che incorona Santa Rita; perfino due medaglioni con i volti di John Kennedy e di Papa Giovanni.

San Giorgio e il drago

San Giorgio e il drago

 La storia della grotta

 La storia della grotta comincia verso il 1880, quando un artista locale, Angelo Barone, che aveva una piccola cartoleria al centro del paese, decise di dedicare la sua vita a questo luogo; ogni giorno raggiungeva a piedi il posto e a colpi di piccone ingrandì la grotta, ne creò altre due laterali e riempì gli ambienti di statue rappresentanti la vita di Gesù e dei Santi. Alla sua morte, nel 1917, subentrò il figlio Alfonso che dedicò alla chiesa quarant’anni della sua vita. Per sua mano, essa assunse il suo aspetto definitivo. Egli scolpì altri gruppi di statue, capitelli con angeli, bassorilievi con scene sacre; affrescò le volte della navata centrale e dell’altare maggiore.

Santa Rita

Santa Rita

Agli inizi degli anni Sessanta la Chiesa fu devastata da incursioni vandaliche. Fortunatamente alla fine di quello stesso decennio, un nipote di Angelo e Alfonso Barone, di nome Giorgio, decise di tornare a Pizzo dal Canada dove era emigrato, diventatovi un rinomato scultore. Sarebbe dovuto rimanere nel suo luogo natale per sole due settimane, ma dopo aver visitato la chiesetta e averla trovata ridotta ad un ammasso di macerie, decise di fermarsi e provare a restaurarla. Rimase a Pizzo diversi mesi lavorando ininterrottamente per fare risorgere il capolavoro creato dai suoi zii. Il restauro si concluse nel ’68 ed ottenne il plauso ufficiale della città. Con un pizzico d’orgoglio, si dice che oggi la chiesa sia il secondo monumento più visitato in Calabria dopo i Bronzi di Riace.

Il romitorio

Il romitorio

 Informazioni

La chiesa di Piedigrotta è descritta in un sito internet ricco di foto. L’accesso è protetto e regolamentato. La gestione delle visite è affidata alla cooperativa giovanile Kairos. L’accesso alla grotta avviene dal parcheggio sulla statale 522, poco a nord del centro storico di Pizzo. Una scalinata di granito scende ripidamente a un panoramico sentiero a mezza costa sulla rupe e di qui all’atrio d’ingresso.

Annunci
Questo articolo è stato pubblicato in Arte, Civiltà rupestre e contrassegnato come , , , da carlofinocchietti . Aggiungi il permalink ai segnalibri.

Informazioni su carlofinocchietti

Carlo Finocchietti dirige a Roma un’agenzia europea specializzata nella mobilità accademica internazionale e nel riconoscimento dei titoli di studio esteri. I suoi interessi di ricerca e le sue pubblicazioni si concentrano sull’internazionalizzazione dei sistemi universitari, l’orientamento professionale e i rapporti tra università e industria. Camminatore appassionato e curioso ha esplorato e descritto in diversi volumi intriganti percorsi escursionistici legati alla memoria storica dell’Italia centrale.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...