Albania. Il Monastero bizantino ortodosso di Ardenica

Il monastero bizantino ortodosso di Ardènica è uno splendido monumento artistico che si propone anche come una sorprendente sintesi della storia dell’Albania. Oggi è animato da tre monaci della chiesa autocefala ortodossa nazionale. Ma ha sofferto la chiusura e l’abbandono durante il regime comunista che aveva proclamato l’Albania uno Stato ateo. Eppure è soprattutto famoso tra gli albanesi perché nella sua chiesetta della Trinità fu celebrato nel 1451 il matrimonio tra l’eroe nazionale Giorgio Castriota Scanderbeg e Andronika Arianiti. Era stato fondato nel 1282 lungo la via Egnazia dall’imperatore bizantino del tempo. Nel corso dei secoli è stato seminario per la formazione dei pope ortodossi, liceo con annessa casa dello studente, luogo d’insegnamento e di conservazione della lingua albanese letteraria, sede di una grande biblioteca ricca di trentaduemila volumi, pinacoteca del rinascimento settecentesco.

Il monastero albanese di Ardenica

Il monastero occupa la sommità di un colle boscoso che si solleva isolato nella pianura attraversata dalla strada statale 4 che collega Lushnjë e Fier. A forma a punta di freccia, è difeso da alte mura e custodisce all’interno la chiesa dedicata a Maria Theotòkos (Madre di Dio), la cappella della Trinità e le strutture di servizio su due livelli, addossate alle mura.

L’abside della chiesa del monastero

La cappella incorpora nel muro esterno pietre tombali e frammenti architettonici provenienti dalla vicina area archeologica di Apollonia. La chiesa ha un loggiato esterno sotto il quale c’è la scalinata con l’accesso laterale all’interno a tre navate. Secondo la tradizione la navata ospita il pulpito di forma ovale, il trono di legno del despota e la grande iconostasi che chiude l’area presbiteriale e absidale. Le pareti sono tutte rivestite di affreschi realizzati nel 1744 dai fratelli Kostandin e Athanas Zografi che descrivono le scene dell’antico e del nuovo Testamento. Spiccano sulla controfacciata le scene della Dormizione di Maria e dell’arcangelo Michele in lotta col drago demoniaco.

La Cappella della Trinità

Il nartece, ovvero l’atrio coperto che precede la facciata della chiesa e che era destinato ai catecumeni, è decorato da un vasto affresco del giudizio universale. L’ultimo giorno dell’umanità vede gli angeli riavvolgere il firmamento con le stelle e gli astri maggiori oscurati, dichiarando così la fine del tempo e l’inizio dell’eternità.

Il Giudice, il Battista, la fine del tempo

Gesù scende sulle ali degli angeli nella mandorla iridata per prendere possesso del trono preparato per lui e per giudicare il mondo. Lo affiancano gli intercessori (la madre Maria e Giovanni Battista) e gli apostoli seduti sui troni. I morti risorgono dalle loro sepolture, in cielo, in terra e in mare, restituiti alla vita dagli animali feroci che li avevano divorati, dagli uccelli rapaci che ne avevano fatto scempio, dai predatori marini che li avevano ingoiati dopo i naufragi. Gli eletti salgono al cielo guidati da Mosè.

Il fiume di fuoco, l’inferno e la risurrezione dei morti

Un fiume di fuoco sgorga dai piedi del giudice e va a inabissarsi nella gola del Leviatano: sul fondo, tra le bestie apocalittiche, il ricco Epulone implora una stilla d’acqua per la sua lingua riarsa. Più in basso, condizionate da una balaustra di legno, sono descritte le punizioni infernali che attendono i dannati. Il paradiso terrestre mostra la frescura di un giardino circondato da mura, e ospita Maria, il buon ladrone e il patriarca Abramo che accoglie nel suo seno le animulae dei giusti.

(Ho visitato il monastero di Ardenica il 20 giugno 2017)

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Informazioni su carlofinocchietti

Carlo Finocchietti dirige a Roma un’agenzia europea specializzata nella mobilità accademica internazionale e nel riconoscimento dei titoli di studio esteri. I suoi interessi di ricerca e le sue pubblicazioni si concentrano sull’internazionalizzazione dei sistemi universitari, l’orientamento professionale e i rapporti tra università e industria. Camminatore appassionato e curioso ha esplorato e descritto in diversi volumi intriganti percorsi escursionistici legati alla memoria storica dell’Italia centrale.

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