Albania. Il Castello di Rozafa a Scutari

Scutari (Shkodër) è la più importante città nel nord dell’Albania. Il lago omonimo segna il confine con il Montenegro. Le montagne che la circondano, protette dai parchi naturali di Thethi e Valbona, disegnano il confine albanese con il Kosovo. Tito Livio e la storia ne ricordano il ruolo di capitale degli Illiri sotto il re Gentius (ante currum ducti Gentius rex cum conjuge et liberis, et caravantius frater regis, et aliquot nobiles Illyrii…). Città di frontiera, l’antica Scodrinon fu soggetta alle influenze e alle dominazioni veneziane, slave e ottomane, e conserva quindi radici culturali e tracce di architettura islamica e cattolica, italiana e turca.

Il castello di Scutari

Il castello di Rozafa è il suo monumento-simbolo e il miglior punto di osservazione sulla città e i suoi dintorni. Un luogo che aiuta a capire come la geografia ne abbia condizionato la storia.

I merli del castello sullo sfondo del lago

La leggenda di Rozafa

Il nome del castello è legato alla leggenda di Rozafa, la giovane sposa di un ragazzo, il minore di tre fratelli. Da pochi giorni le era nato un bimbo, il primo figlio. Una donna felice. Ma la leggenda la vuole vittima sacrificale di una tragedia. I tre fratelli erano impegnati nella costruzione del castello di Scutari. Ma come per la tela di Penelope, il muro costruito di giorno si disfaceva misteriosamente nel corso della notte. Il maligno sortilegio fu svelato da un vecchio mago che rivelò che per mantenere forti e solide le mura era necessario il sacrificio di una delle mogli dei tre fratelli. La scelta della moglie doveva avvenire casualmente. Colei che l’indomani sarebbe giunta per prima, portando il pranzo, sarebbe stata immolata per il bene della comunità. I tre giurarono di mantenere il silenzio, ma i due fratelli più grandi non resistettero allo stress e rivelarono tutto alle loro mogli. Fu così che toccò a Rozafa, la moglie del più giovane, portare il pranzo l’indomani. La rivelazione del destino che l’attendeva fu sconvolgente. La giovane donna accettò tuttavia di farsi murare viva all’interno delle mura, ma volle rendere il suo sacrificio più dolce, chiedendo di lasciare nel muro un varco per i suoi occhi, per il seno, il braccio e una gamba, per poter almeno vedere, allattare, abbracciare e cullare il figlioletto amato. E così fu. Una statua dello scultore Skender Kraja ricorda oggi quel crudele sacrificio.

La giovane Rozafa murata viva con il suo bimbo

La visita

La rocca sorge sulla cima di un promontorio incuneato tra i tre fiumi di Scutari. Le mura seguono fedelmente il profilo dell’altura. Una stradina selciata sale dalla base del colle verso la monumentale porta d’ingresso, protetta dal barbacane.

La porta d’ingresso del Castello

Le mura e le strutture interne risalgono per lo più al periodo veneziano, anche se conservano tracce delle remote fortificazioni di epoca illirica.

Il primo cortile

L’interno è suddiviso in tre cortili e ha ospitato fino al 1985 un reparto dell’esercito albanese.

La chiesa di Santo Stefano trasformata in moschea

Un monumento assai singolare è la chiesa cristiana duecentesca dedicata a Santo Stefano che nel periodo ottomano fu trasformata in moschea. Gli archi e i timpani originari sono ormai inestricabilmente fusi con l’architettura islamica, simbolizzata dai resti del minareto, tanto da rendere ardua la riattribuzione del luogo all’una o all’altra fede.

Un arco della chiesa-moschea

Il secondo cortile contiene i baraccamenti, gli empori e le prigioni. Ma l’elemento di maggiore interesse è costituito dalle quattro grandi cisterne sotterranee che raccoglievano l’acqua meteorica e la distribuivano agli abitanti attraverso i pozzi.

Una delle cisterne

Il terzo cortile contiene la fortezza vera e propria, che fu costruita dai veneziani come residenza del governatore.

Pozzo scolpito

Il panorama

Scutari vista dal Castello

Cinque terrazze sulle mura, poste ai punti cardinali, consentono di affacciarsi sul paesaggio circostante. La città di Scutari si distende a oriente con i suoi grandi edifici moderni.

Il fiume Boiana, emissario del lago di Scutari

A nord si allunga il lago di Scutari, il più grande dei Balcani, per due terzi compreso nel territorio del Montenegro. L’emissario, il fiume Boiana, scorre ai piedi della rupe di Rozafa, la aggira, riceve le acque di due altri fiumi, il Drin e il Kir, e procede placidamente verso il doppio estuario nel mar Adriatico.

La rupe del Castello Rozafa alla confluenza dei fiumi Kir, Drin e Boiana

(Ho visitato Scutari il 20 giugno 2017)

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Informazioni su carlofinocchietti

Carlo Finocchietti dirige a Roma un’agenzia europea specializzata nella mobilità accademica internazionale e nel riconoscimento dei titoli di studio esteri. I suoi interessi di ricerca e le sue pubblicazioni si concentrano sull’internazionalizzazione dei sistemi universitari, l’orientamento professionale e i rapporti tra università e industria. Camminatore appassionato e curioso ha esplorato e descritto in diversi volumi intriganti percorsi escursionistici legati alla memoria storica dell’Italia centrale.

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