Francia. Le sculture di Souillac

Souillac è una cittadina della Francia sudoccidentale (dipartimento del Lot; regione Midi-Pyrénées), cresciuta intorno a un’abbazia che era stata fondata da san Geraldo di Aurillac nel decimo secolo. La decorazione scultorea dell’abbaziale di Sainte-Marie, testimonianza dell’arte romanica del dodicesimo secolo, è un forte richiamo per studiosi e turisti. Le sculture sono collocate irritualmente nella controfacciata della chiesa. La ragione è probabilmente legata alla lunghissima durata dei lavori di costruzione della chiesa e all’esaurirsi delle risorse economiche. Gli elementi già pronti di quello che doveva essere il sontuoso portale occidentale furono un po’ sbrigativamente assemblati nel tessuto architettonico della facciata durante la fase finale del cantiere.

La storia di Teofilo

La leggenda di Teofilo

Il pannello scolpito al centro della facciata racconta la storia di Teofilo, secondo un’antica e popolare leggenda di origine orientale. Teofilo era un vidame, una sorta di amministratore della chiesa di Adana, in Cilicia (regione dell’attuale Turchia). Con l’arrivo di un nuovo vescovo Teofilo fu destituito dalle sue funzioni e si trovò a vivere un profondo dramma esistenziale.

Teofilo firma il patto con il demonio

Pensò di uscirne evocando il diavolo e proponendogli un patto scritto, firmato col sangue, in base al quale egli si sarebbe sottomesso al demonio per l’eternità, in cambio della sua riabilitazione sociale. In effetti Teofilo fu reintegrato con tutti gli onori nel suo ruolo di vidame e riacquistò la visibilità sociale perduta. Presto però cominciò a essere attanagliato dall’angoscia della fine e dal rimorso per quel patto che lo avrebbe inevitabilmente condotto all’Inferno. Prese così a fare penitenza, a digiunare e a invocare Maria chiedendone l’aiuto salvifico. La Santa Vergine rispose all’appello. Grazie ai suoi poteri recuperò il documento sottoscritto con Satana e lo restituì a Teofilo, liberandolo così dal vincolo del patto. Teofilo condusse da allora in poi una vita esemplare e morì in odore di santità.

Maria restituisce a Teofilo il patto firmato con il demonio

A Souillac la leggenda è raccontata in tre scene. Nella prima vediamo Teofilo e Satana che si accordano sullo scambio e firmano il patto. Nella scena successiva Satana afferra Teofilo e lo sottomette al suo potere. Nela terza scena, sovrapposta alle prime due, si vede Maria accompagnata dagli angeli che appare in sonno a Teofilo e gli restituisce il patto, revocandone così gli effetti. Superando i limiti di una lettura puramente moralistica della salvazione attraverso Maria, Meyer Schapiro ha rintracciato in modo penetrante i nessi storici dell’opera con la cultura del dodicesimo secolo: l’interesse secolare alla posizione e alla ricchezza, l’apostasia nel contesto delle eresie del tempo, l’acquisizione di rango con un contratto scritto di scambio, la percezione del contratto feudale come trappola mortale, il ruolo femminile nelle attività di protezione e soccorso.

Isaia danzante

Isaia danzante

Il rilievo del profeta Isaia è un capolavoro dell’arte romanica. Focillon osserva che il profeta di Souillac sembra muoversi al ritmo della danza. E a dispetto dell’immobilità della pietra e della sacralità del personaggio, Isaia è qui una forma viva, un’immagine in movimento. Lo testimoniano il movimento asimmetrico della testa del profeta, le braccia alzate a dispiegare il rotolo con l’annuncio dell’incarnazione (Is 7,14), il passo della gamba sinistra assecondato dal bordo diagonale della tunica, il dispiegarsi a ruota dell’elegante mantello.

Uomini e bestie

Il trumeau

Il terzo elemento del portale è il pilastro (trumeau) scolpito su tre facce. Esso mostra un intreccio selvaggio di figure umane e di mostri del bestiario medievale. La scena frontale è un susseguirsi di mostri che si combattono, si addentano e di divorano.

Il bestiario

Dietro l’apparente confusione di questa caccia selvaggia, si può osservare il motivo ripetuto di coppie di bestie, incrociate tra di loro, che con rapace energia aggrediscono una vittima sacrificale. I corpi delle bestie divergono ma le loro teste si fronteggiano. Ad aggrovigliarsi sono mostruosi quadrupedi con ali e becco d’aquila alternati a classici leoni romanici. Le vittime sono, di volta in volta, un cane, una gazzella, una colomba e un uomo che sembra richiamare la figura di Prometeo.

Le coppie

Sul fianco destro del pilastro sono raffigurate tre coppie sovrapposte. L’uomo e la donna hanno il torso nudo e sono affettuosamente abbracciati tra di loro. La differenza tra le coppie è la diversa età: in basso è la coppia più giovane; al centro quella più matura, con una corda arrotolata al collo; la coppia in alto vede un personaggio appoggiare pesantemente le mani sulla testa dell’altro, costringendolo a una postura di sottomissione e umiliazione.

Il sacrificio di Isacco

Il lato sinistro del portale descrive l’episodio biblico del sacrificio di Isacco. Il giovinetto è in piedi sull’altare dell’immolazione, mentre già i servi si apprestano a dar fuoco alle fascine di legno. Isacco ha il capo chino sotto la presa del padre, le mani legate, gli occhi chiusi, in un atteggiamento di abbandono alla volontà divina. Mentre Abramo sta per vibrare il colpo un angelo scende a precipizio dal cielo, gli ferma la mano omicida e trascina l’ariete che andrà a sostituire Isacco nel ruolo di vittima sacrificale.

L’ariete vittima delle belve

Il significato complessivo e il messaggio che il trumeau vuole trasmettere è forse quello del Male presente nel creato che può essere redento grazie al sacrificio dell’innocente. Il male assume le forme della violenza contro i deboli e s’incarna anche nei vizi capitali della superbia e della concupiscenza. Saranno l’incarnazione di Gesù e il suo sacrificio, prefigurati biblicamente dal sacrificio di Isacco, a rappresentare la speranza di salvezza per l’umanità.

 

(Ho visitato Souillac il 5 luglio 2017)

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Informazioni su carlofinocchietti

Carlo Finocchietti dirige a Roma un’agenzia europea specializzata nella mobilità accademica internazionale e nel riconoscimento dei titoli di studio esteri. I suoi interessi di ricerca e le sue pubblicazioni si concentrano sull’internazionalizzazione dei sistemi universitari, l’orientamento professionale e i rapporti tra università e industria. Camminatore appassionato e curioso ha esplorato e descritto in diversi volumi intriganti percorsi escursionistici legati alla memoria storica dell’Italia centrale.

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