Francia. Il paesaggio della pietra a secco nei Causses du Quercy

Siamo nel Midi francese. Qui, nel parco naturale regionale dei Causses du Quercy, il paesaggio della pietra a secco è stato modellato dalle antiche pratiche agricole di scasso dei terreni, di dissodamento delle aree incolte, di spietramento dei seminativi, di recinzione delle parcelle, di costruzione di capanne o edifici rurali di servizio.

I muretti

Un muretto di confine

Onnipresenti nel territorio sono i muretti di pietra a secco (murets, murailles) che definiscono il confine dei fondi. La densità del reticolo dei muretti testimonia ancora oggi l’evoluzione che nel tempo hanno avuto la gestione fondiaria, la trasmissione delle eredità familiari e la varietà stessa dei terreni e delle colture. L’espansione demografica della prima metà dell’Ottocento e l’irradiarsi delle colture sui terreni ancora liberi favorirono la costruzione dei muretti di pietra con diverse finalità: per accompagnare, ad esempio, il percorso dei tratturi, collegare i villaggi, delimitare gli spazi delle grange e delle fattorie, individuare le sorgenti e i fontanili.

I cayrous

Un cayrou evoluto nei campi dei Fieux

Associati ai muretti sono i cayrous, ovvero i mucchi di pietre o le macere, frutto dell’ossessivo lavoro di spietramento dei campi da arare. Si tratta spesso solo di mucchi di pietre posti a margine dei campi, ma in altri casi sono organizzati in forme elementari, gradinati con pietre sporgenti oppure dotati di nicchie e vani interni usati per il canile. L’abbandono dei campi ha comportato il deteriorarsi di queste pierriers, la colonizzazione delle coperture da parte della vegetazione e il loro smembramento per nuove costruzioni.

Bories, caselles, gariotes, cabanes

Una capanna in pietra a secco nel Lot

Conosciute con una pluralità di denominazioni, le capanne costruite con la pietra a secco, senza legante, sono una presenza diffusa nel Midi francese e in particolare nel Parco e nei paesi della Dordogna. Queste testimonianze di architettura spontanea possono alzarsi su una base quadrangolare o rotonda, avere il tetto a forma di cono o di campana, misurare altezza e diametro più o meno significativi, ma in ogni caso hanno pareti costruite con pietre sbozzate e hanno tetti di lauzes (le lose, piccole lastre di ardesia).

Una cazelle del Lot

Le capanne erano frequenti negli antichi vigneti, dove fornivano un riparo temporaneo ai vignaioli (e in questo caso erano dotate all’interno di banco e sedili di pietra sporgente) o servivano da rimessa degli attrezzi da lavoro o, ancora, fungevano da cantina, custodendo i tini, le botti e le attrezzature per la viticoltura e l’enologia.

Una cazelle à Saint-Martin-Labouval, sulla Dordogna

Altri usi diffusi erano quelli di stalla per gli animali domestici (i polli, il maiale, l’asino, la capra e le pecore) o di vera e propria abitazione, sia temporanea che permanente. In questi casi la capanna era più ampia, dotata di almeno una finestra e di un lucernaio in alto, oltre che di giaciglio e nicchie per gli alimenti e gli oggetti domestici.

La capanna di Nouel

La Caselle di Nouel

La capanna di Nouel è una delle più belle del Quercy. Costruita nel 1850, ha una superficie di quindici metri quadri, un diametro di cinque, la circonferenza esterna di ventidue. I suoi 5,45 metri di altezza ne fanno la più alta della regione. Assai caratteristica e rara è la forma appuntita del tetto.

La colombaia

Pigeonnier a Rocamadour

Le colombaie (o piccionaie) sono una presenza costante sia nei borghi che nelle campagne. L’allevamento di piccioni era altamente redditizio perché forniva le uova per l’alimentazione, le piume per i giacigli, la carne per la cucina, il guano per concimare i campi. Le colombaie occupano solitamente la parte superiore delle caselle di pietra; hanno una finestrella d’accesso riservata ai soli piccioni e l’interno strutturato a nicchiette sovrapposte per ospitare i nidi. Si cercava con queste soluzioni di proteggere una risorsa preziosa dagli appetiti degli animali predatori e dalle incursioni dei ladri.

La casa del pastore

Casa, ovile e colombaia a Loubressac

Una caratteristica architettura della zona è la bergerie, costituita da due parallelepipedi accostati, di cui uno, il più ampio, fungeva da abitazione e laboratorio caseario del pastore, e il secondo, più basso, da ovile.

Il villaggio di Breuil

Le Cabanes du Breuil

Un bell’esempio di villaggio in pietra è costituito dalle “Cabanes du Breuil”. Queste erano edifici rurali a servizio di una fattoria agricola di Saint-André-d’Allas, situata nella frazione di Calpalmas. Costruite in pietra a secco su base circolare con i caratteristici tetti conici a punta, rivestiti di lose, le bories formano un agglomerato di pregio e costituiscono un curioso e affascinante museo privato.

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Informazioni su carlofinocchietti

Carlo Finocchietti dirige a Roma un’agenzia europea specializzata nella mobilità accademica internazionale e nel riconoscimento dei titoli di studio esteri. I suoi interessi di ricerca e le sue pubblicazioni si concentrano sull’internazionalizzazione dei sistemi universitari, l’orientamento professionale e i rapporti tra università e industria. Camminatore appassionato e curioso ha esplorato e descritto in diversi volumi intriganti percorsi escursionistici legati alla memoria storica dell’Italia centrale.

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