I calanchi lucani e la chiesa di Anglona

La chiesa appare come un’isola, quasi un miraggio. Anglona è un approdo felice dopo la navigazione in un mare in tempesta. La tortuosa strada di Tursi si divincola tra i bianchi marosi dei calanchi lucani che la assediano. Uno spettacolo della natura. Ai lati del colle scorrono le bianche fiumare del Sinni e dell’Agri. Sullo sfondo del Mar Jonio il paesaggio si distende e si riappacifica. Le terre della bonifica si arenano rispettosamente davanti all’ultimo lembo della pineta costiera. La striscia verde del Bosco di Policoro prelude all’azzurro marino.

I calanchi di Anglona

 

Santa Maria Regina di Anglona

Il santuario di Anglona

La chiesa di Santa Maria di Anglona si staglia isolata sul colle con le sue architetture romaniche: il portale ad arco, il nartece quadrangolare che si stacca dalla facciata, la volta crociata, il campanile con le sue bifore, il fianco sagomato dalla navata, la bellissima abside adorna di archetti pensili.

I bassorilievi del portale

Sulla fronte del portale, sopra l’arco, si svolge la sequenza di cinque formelle in bassorilievo con i simboli del Cristo e dei suoi evangelisti: il bue di Luca, l’aquila di Giovanni, l’Agnus Dei con la croce astile, il leone di Marco e l’angelo di Matteo. Le figure del tetramorfo hanno il capo aureolato e l’Agnello divino ha il nimbo crociato.

La volta crociata del nartece

 

Gli affreschi

La creazione del mondo e la costruzione dell’arca di Noè

La parete destra della navata centrale è affrescata con le storie della Genesi. Narrano innanzitutto la creazione del cielo e della terra e degli animali terrestri, marini e alati. Segue il ciclo dei progenitori: la creazione di Adamo ed Eva nel paradiso terrestre, il peccato originale, la cacciata dal paradiso, il lavoro per vivere, il sacrificio offerto da Abele e Caino e il fratricidio. Viene poi il ciclo di Noè con la costruzione dell’arca, riparo della sua gente e degli animali dal diluvio universale.

La nudità di Noè

Una scena raffigura Noè steso a terra, nudo dalla cintola in giù, ebbro accanto ad un’anfora di vino; suo figlio Cam saltella divertito mentre gli altri due figli coprono con un mantello la nudità del padre.

La torre di Babele

Molto bella è la scena della torre di Babele. Vediamo gli uomini insuperbiti che si affannano a innalzare la torre altissima, dando ordini, aiutandosi con le scale e sollevando i materiali da costruzione.

L’ospitalità di Abramo

La serie successiva è dedicata alle storie di Abramo: l’accoglienza degli ospiti alle querce di Mamre, l’incontro con Melchisedec, il sacrificio di Isacco, la lotta di Giacobbe e l’angelo. Alcune scene alludono alle storie di Giuseppe e al palazzo di Putifarre.

Il martirio dell’apostolo Simone

Santa Maria di Anglona con il suo singolare ciclo di affreschi, con la sua architettura, con la sua storia è un monumento nel quale confluiscono particolari indigeni, classici, bizantini, latini e arabi. E assurge così a espressione simbolica di questo territorio, dove si sono succeduti Lucani, Greci e Romani, monaci latini e orientali, pellegrini e invasori saraceni.

 

I calanchi

Il paesaggio dei calanchi

I colli che fanno corona ad Anglona e su cui sono insediati Tursi e Montalbano Jonico, sono segnati dal fenomeno dei calanchi. L’erosione dell’argilla ha generato profondi canyon, aride dune bianche che si sbriciolano lentamente, pinnacoli naturali ed enormi sculture di argilla che i secoli hanno modellato conferendo le forme più strane e fantasiose. L’antica presenza del mare nella piana metapontina è ricordata dal gran numero di fossili che sporgono dai fanghi argillosi emersi e consolidatisi nel tempo. L’area calanchiva ha rilievo geologico e paleontologico ma è anche terra di particolare pregio paesaggistico, ambientale, archeologico e culturale. Le profonde incisioni dei calanchi sono contornate da boschetti di macchia mediterranea, pini e cipressi, disegnano paesaggi di grande suggestione. Un esempio è la spettacolare Tempa Petrolla, uno sperone isolato di roccia che s’innalza in un mare di argilla. Opportuna è stata dunque l’istituzione da parte della Regione Basilicata della Riserva regionale dei Calanchi.

L’abside di Santa Maria di Anglona

(Ho visitato Anglona nell’agosto 2008)

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Informazioni su carlofinocchietti

Carlo Finocchietti dirige a Roma un’agenzia europea specializzata nella mobilità accademica internazionale e nel riconoscimento dei titoli di studio esteri. I suoi interessi di ricerca e le sue pubblicazioni si concentrano sull’internazionalizzazione dei sistemi universitari, l’orientamento professionale e i rapporti tra università e industria. Camminatore appassionato e curioso ha esplorato e descritto in diversi volumi intriganti percorsi escursionistici legati alla memoria storica dell’Italia centrale.

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