L’abbazia di Nonantola

Han provato in tanti a schiantarla. Gli Ungari la saccheggiarono nell’899. Nel 1013 fu distrutta da un incendio. Nel 1117 fu gravemente lesionata dal terremoto che colpì la piana del Po. Altri saccheggi le derivarono dagli scontri tra bolognesi e modenesi. E infine il terremoto che ha colpito l’Emilia nel 2012 ne ha ammalorato la copertura lignea e le murature. Ma sempre quest’abbazia rurale, impiantata nel cuore della pianura padana, è riuscita a rinascere e a ritrovare il suo ruolo di faro della fede cristiana. Quel che colpisce nella sua storia è come questo minuscolo centro, formato dall’abbazia e dalle poche case del villaggio che le era cresciuto intorno, sia stato capace di creare rapporti diretti con papi e imperatori di tutta Europa, di entrare nella Fraternitas, la rete di relazioni spirituali e culturali che legava 56 monasteri europei, di avere relazioni con la capitale dell’impero cristiano d’Oriente Costantinopoli, di far dialogare la cultura latina con quella germanica e, si parva licet, realizzare una profonda riforma agraria del proprio territorio con un rivoluzionario patto con i coltivatori sancito dalla Partecipanza Agraria. L’Europa è nata anche qui, a Nonantola. Ha le sue radici anche in questa Abbazia, fondata nel 752 dal benedettino Anselmo su incarico del re longobardo Astolfo, abitata nei secoli dai Benedettini e poi dai Cistercensi. Siamo invitati oggi a una visita che è anche riflessione sulla costruzione europea.

La facciata della chiesa abbaziale di Nonantola

L’itinerario di visita si concentra sulla chiesa abbaziale romanica dedicata a San Silvestro e sul collegato Palazzo abbaziale erede del monastero benedettino, e oggi sede dell’Archivio, della Biblioteca e del Museo di Arte sacra. Senza dimenticare la passeggiata tra le vie di questo tipico paese emiliano, selciate e abbellite dai portici, ripercorrendo magari il giro delle mura medievali.

La lunetta del portale

La lunetta del portale è attribuita allo scultore Wiligelmo. Al centro è la figura di Cristo seduto in trono che benedice e mostra il libro della sua Parola. Lo affiancano due angeli che reggono un ramo fiorito e una formella con inscritto un fiore dai quattro petali. Questi petali rinviano alla corona di quattro tondi con i simboli degli evangelisti: il leone di Marco, l’angelo di Matteo, l’aquila di Giovanni e il toro di Luca.

L’abbazia di Nonantola e il suo fondatore Anselmo

Le sculture dello stipite sinistro del portale narrano i momenti principali della storia sacra dell’abbazia. Vi compaiono il fondatore Anselmo, il re Astolfo donatore delle terre, il trasporto delle reliquie di San Silvestro donate dal papa, la morte e la sepoltura di Sant’Adriano.

Lo stipite destro del portale è scolpito con il ciclo iconografico della nascita di Gesù (l’annunciazione, la visitazione, la nascita, il gregge e l’annuncio ai pastori, i Magi, la presentazione al tempio e il sogno di Giuseppe).

Il fonte battesimale

Il battistero ha forma di ottagono ed è stato ricomposto con frammenti di epoca romana, lapidi e materiali medievali. Bellissima è la fontana di pietra che simula lo sgorgare dell’acqua di sorgente e la sua caduta a piccoli salti successivi nella vasca battesimale.

La cripta

La cripta è un bosco di pietra formato da 64 colonnine con capitelli diversi. È una tra le cripte più vaste delle chiese romaniche italiane ed è un ambiente di grande suggestione grazie alla luce soffusa che viene da nove finestrelle ricavate nei muri delle tre absidi.

Un capitello della cripta

I capitelli più antichi hanno forme e struttura diverse. Sono decorati con motivi vegetali, foglie di acanto e profili di animali. Elemento architettonico caratteristico è il pulvino, ovvero il tronco di piramide rovesciata posto tra il capitello e la base dell’arco.

L’abside della chiesa abbaziale

Le tre absidi romaniche sono una delle principali attrazioni del complesso abbaziale. Lo spazio del parco verde retrostante consente di ammirarle da distanze e angolature diverse. La loro severa eleganza è arricchita da lesene che reggono arcate cieche, da archetti pensili, dalla bifora centrale, dalle numerose finestre.

L’Ascensione (Maestro degli occhi spalancati, 1470 c.)

Il Museo è collocato negli ambienti dell’antico complesso monastico e raccoglie sia le opere d’arte prodotte dalla storia millenaria del monastero, sia alcune altre provenienti dalla chiese del Modenese. Nella quattrocentesca Ascensione, la salita di Gesù al cielo avviene in un paesaggio rarefatto, luminoso e colorato, mentre tutti i personaggi osservano con gli occhi spalancati l’evento in corso.

Una pergamena col sigillo dell’imperatore Lotario

L’Archivio storico abbaziale dispone di una ricca collezione di pergamene. Nelle vetrine sono esposti storici esemplari firmati e sigillati dal Carlo Magno, Lotario, Federico Barbarossa e Matilde di Canossa.

L’Evangelistario di Matilde di Canossa

Una sala è dedicata ai codici medievali provenienti dallo Scriptorium monastico. È possibile ammirare un Evangelistario di Matilde di Canossa, un Graduale musicale e gli Acta Sanctorum.

Un monaco amanuense nel suo scriptorium (Museo diocesano di Piacenza)

(Ho visitato l’abbazia di Nonantola il 31 maggio 2019)

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