Monte Miletto. I panorami dalla vetta

Osservato dall’alto, il paesaggio del Molise è una tormentata distesa di colli, con qualche rilievo più accentuato, in un disordine orografico che è rimesso in riga dai tre fiumi – il Trigno, il Biferno e il Fortore – che con i loro corsi paralleli e ortogonali al mare Adriatico cercano di fare ordine nella geografia regionale. Salendo verso l’Appennino le cose si fanno più serie. Al di là della piana di Bojano, traversata dall’ultimo grande tratturo regio, si alzano i monti del Matese, montagna vera che culmina nei duemila metri del monte Miletto, e nelle cime della Gallinola e  del Mutria, di poco inferiori. Il massiccio del Matese, lungo 35 km e largo 25, è circondato dalle profonde valli in cui scorrono il Volturno a occidente, il Calore a mezzogiorno, il Tàmmaro a oriente e il Biferno a settentrione. È noto per i suoi fenomeni carsici, particolarmente evidenti nella sorgente di Capo d’Acqua del piano di Campitello, nel lago del Matese, circondato di acquitrini, e nelle sorgenti del Biferno a Bojano.

La vetta del Miletto (2050m)

La cima del monte Miletto, a 2050 metri di quota, è apprezzata per il suo panorama circolare sulle regioni del Molise e della Campania. Abitualmente la si sale dalla stazione sciistica di Campitello Matese (1417 m), cui si arriva con la strada turistica che si dirama dalla statale 17 al bivio di San Massimo. La salita più diretta, su sentiero evidente e segnato, richiede un po’ più di due ore, necessarie per superare i 620 metri di dislivello. Sono anche possibili altri percorsi un po’ più lunghi che toccano la grotta delle Ciaole o la sorgente di Capo d’Acqua. Il percorso escursionistico non è particolarmente esaltante perché si muove tra pietraie, impianti di risalita, piste di discesa e vecchie strutture in disarmo. Ma in cima l’emozione della bellezza riprende il sopravvento.

Il lago del Matese

A sud l’attenzione è attratta dal lago del Matese. Il lago occupa una grande fossa a 1000 metri di quota che si stende per 8 km ai piedi della catena principale ed è protetta da una cornice di colli verso la pianura. È un lago carsico, che ha un livello stagionale variabile, determinato dalla capacità di smaltimento delle acque da parte degli inghiottitoi naturali. Tutto il versante campano del Matese è protetto da un parco naturale regionale istituito nel 2002.

La cresta della Gallinola

Volgendo lo sguardo a est possiano seguire la lunga cresta della Gallinola (1923 m) che si innalza tra i Sogli di Boiano (Campo Puzzo) a sinistra e il monte Crocetta a destra. Sullo sfondo, al limite del gruppo, si alza la gobba del boscoso monte Mutria, al centro di una cresta di sette groppe.

Il Colle Tamburo e la valle del Lete

Sul versante opposto, in direzione ovest, la cresta del Miletto si dirige verso la cima nuda e rocciosa del Colle Tamburo che con i suoi 1980 metri è la seconda cima del massiccio. Si osserva in basso il Campo delle Sècine che si prolunga seguendo il corso del fiume Lete fino ai laghi artificiali di Gallo e di Letino. La valle è protetta a sinistra da una cresta piuttosto pronunciata che inizia dal monte Janara (1583 m) una cima boscosa che domina la sorgente del Lete.

Il pianoro e la zona turistica di Campitello Matese

Il panorama si chiude a nord abbracciando con un vasto sguardo il percorso dell’andata, dalla piana di Bojano, traversata dal tratturo, dalla statale 17 e dalla linea ferroviaria, al pianoro carsico di Campitello, con le sue residenze turistiche e gli impianti sciistici che risalgono il fronte settentrionale del Miletto.

La carta escursionistica dei sentieri del Matese

Sfogliato l’atlante della geografia non bisogna però dimenticare il libro di storia. La mole imponente del Matese ha avuto un importante ruolo storico come primo grande baluardo dei Sanniti di fronte all’espansione di Roma. Le tribù sannitiche dei Pentri, dei Caudini, degli Irpini e dei Carecini, riunite nel Touto, combatterono a lungo per difendere le loro terre. Sui fianchi del Matese, a testimoniare la lotta e la successiva colonizzazione stanno le rovine di Alife, Telesia, Sepino, Boviano e poco più lontano Isernia e Venafro.

Guerriero sannita

(Escursione effettuata il 28 agosto 2008)

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