Montpellier. Il Cielo e l’Inferno di Octave Tassaert

Il Museo Fabre di Montpellier apre le sale della sua Pinacoteca con una tela intitolata Ciel et Enfer, datata 1850. Ne è l’autore Octave Tassaert (1800-1874), un artista francese di origini fiamminghe, formatosi nella Scuola di Belle Arti di Parigi.

Ciel et Enfer (Octave Tassaert, 1850)

La scena è ambientata su una lunga scalinata che – come nel sogno di Giacobbe – congiunge la terra al cielo. La scala è percorsa dagli angeli che respingono i dannati verso il baratro infernale e portano in cielo gli innocenti. Questo doppio moto ascendente e discendente replica molti dipinti classici (da Michelangelo a Rubens) dedicati all’ascensione dei giusti e alla caduta dei reprobi. Il dipinto può anche essere definito un Giudizio finale, orfano però della figura del Cristo giudice, la cui presenza s’intuisce nell’empireo.

L’ascesa dei beati

Dal cielo scendono gli angeli, preceduti dall’arcangelo Michele che salva o condanna le anime con la sua bilancia a doppio piatto e con il libro della vita. Le creature alate applicano il verdetto divino. I beati sono amorevolmente accolti tra le braccia degli angeli e da loro sostenuti nell’ascesa verso la beatitudine celeste. L’artista ha voluto però soprattutto esprimere un giudizio morale di condanna nei confronti dei vizi sociali e della corruzione dei costumi del tempo.

I poveri in cerca di giustizia

Ed ecco il fluire verso il basso una serie di figure di donne che interpretano i sette vizi capitali, declinati al femminile: la superbia, l’avarizia, la lussuria, l’ira, la gola, l’invidia e l’accidia.

La caduta dei dannati

Tra le donne viziose s’infilano gli angeli ribelli a Dio, personificazione dell’orgoglio, con i colori e gli attributi demoniaci. In basso, schiacciato sotto il peso del male, vediamo Lucifero, il capo degli angeli ribelli, raffigurato con le tre teste allusive anche al mostruoso cane Cerbero.

La Lussuria

Nei pressi è la fossa che dà accesso alla caverna infernale, illuminata dal riverbero delle fiamme. La critica sociale di Tassaert, puntata verso le classi dirigenti, esalta, di converso, le figure dei poveri e dei sofferenti.

La Gola

Vediamo sulla destra una famiglia di lavoratori schiantati dalla fatica, con il figlio malato, gli attrezzi di lavoro e il simbolico fardello dei pesi della vita, che risale faticosamente l’erta del Paradiso, invocando a braccia alzate la giustizia divina.

Le tre facce di Lucifero

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