Francia. Il portale di Beaulieu-sur-Dordogne

Beaulieu-sur-Dordogne è un piccolo centro della Corrèze (regione del Limosino), posto sulla riva destra della Dordogna e noto per l’abbazia di Saint-Pierre, fondata nel nono secolo. L’abbazia deve la sua celebrità soprattutto al portale meridionale.

Il portale di Beaulieu

Nel timpano è rappresentata la seconda Parusía del Cristo, descritta nel vangelo di Matteo: “Allora comparirà in cielo il segno del Figlio dell’uomo e allora si batteranno il petto tutte le tribù della terra, e vedranno il Figlio dell’uomo venire sulle nubi del cielo con grande potenza e gloria. Egli manderà i suoi angeli, con una grande tromba, ed essi raduneranno i suoi eletti dai quattro venti, da un estremo all’altro dei cieli” (Mt 24, 30-31).

Il timpano del portale

Vediamo Gesù che siede sul trono, con i piedi poggiati sulle nuvole e con le braccia allargate; ha un nimbo crociato dietro al capo e mostra le cinque piaghe della crocifissione. Dietro di lui gli angeli mostrano gli strumenti della passione: una grande croce tra le nubi, con la corona di spine e i quattro chiodi. Un altro angelo scende in volo dall’empireo e porta a Gesù, posandogliela sul capo, la corona regale, segno della sua signoria sul creato. Ai lati del trono due angeli tubicini fanno squillare i corni della risurrezione universale.

La parusia del Signore

Il personaggio a sinistra con la barba bifida e il berretto frigio rappresenta il profeta Isaia o forse Mosè. Risvegliati dal suono delle trombe, cinque defunti si rianimano, sollevano il coperchio dei loro sarcofaghi ed escono allo scoperto. Ai lati di Cristo siede il tribunale celeste dei dodici apostoli, preceduto da Pietro, ritratto con le chiavi in mano; gli apostoli conversano tra di loro, indicano col dito il Cristo ai risorti e portano in mano i libri di cui sono autori. Tre figurine umane rappresentano gli ebrei: essi sono sorpresi dall’arrivo del Messia e sollevano le loro vesti per mostrare il sesso circonciso e ricordare così la loro appartenenza al popolo eletto.

Le scene a sinistra

Le altre quattro figurine umane sulla destra, curiosamente abbigliate, rappresentano simbolicamente i pagani e tutti i popoli del mondo. Sul doppio architrave sette bestie infernali raffigurano le forze del male vinte dal Cristo.

Le scene a destra

Nel registro superiore quattro mostri ibridi, vomitati dalla gola del Leviatano a sinistra, divorano i corpi dei dannati: si riconoscono un leone, un grifone e due chimere dotate del corpo di leone, di ali e una testa al termine della coda. Nel registro inferiore un orso segue un mostro dalle sette teste e un drago simile a un lungo serpente attorcigliato, forse icona delle bestie salite dal mare nel capitolo tredici dell’Apocalisse.

Il bestiario infernale

Il pilastro centrale del portale è decorato sui tre lati con figure di atlanti che sostengono l’architrave. A sinistra vediamo un bambino sulle spalle di un uomo; al centro un giovane; a destra un anziano. Il significato più evidente è quello della raffigurazione delle tre età della vita.

Il pilastro con le tre età dell’uomo

Sui piedritti a lato del portale compaiono le figure di San Pietro con le chiavi e di San Paolo con il volume delle sue lettere.

I vizi capitali: la Gola, l’Avarizia e la Lussuria

Sulla facciata della chiesa, a sinistra del portale, sono state collocate tre sculture che rappresentano i vizi capitali. Il primo personaggio, ritratto con una scodella vuota, simboleggia il peccato di Gola. Il secondo personaggio che stringe una scarsella di monete ed è cavalcato da un diavolo, simboleggia il peccato di Avarizia. Il terzo personaggio è una donna nuda, cui un rospo morde il sesso e due serpenti succhiano i seni: simboleggia la Lussuria.

La storia del profeta Daniele

L’ala sinistra del portico racconta la storia veterotestamentaria del profeta Daniele. Nel primo episodio in alto a destra Daniele prepara focacce avvelenate per il grande drago adorato dai babilonesi e lo uccide. A sinistra, sullo sfondo di Babilonia, aizzato dai babilonesi, il re fa gettare Daniele nella fossa dei leoni. Un angelo raggiunge il profeta Abacuc e lo convince a portare la sua scodella di cibo a Daniele nella fossa. La scena di destra mostra Daniele che siede tra i leoni, resi inoffensivi dal Dio d’Israele. “Il settimo giorno il re andò per piangere Daniele e, giunto alla fossa, guardò e vide Daniele seduto. Allora esclamò ad alta voce: “Grande tu sei, Signore, Dio di Daniele, e non c’è altro dio all’infuori di te!”. Poi fece uscire Daniele dalla fossa e vi fece gettare coloro che volevano la sua rovina, ed essi furono subito divorati sotto i suoi occhi” (Dn 14,40-42).

Le tentazioni di Gesù

L’ala destra del portico è dedicata alle tentazioni di Cristo nel deserto. Nella prima scena Satana raccoglie un mucchio di sassi e invita Gesù a trasformarle in pani. Nella seconda scena Satana promette a Gesù tutti i regni della terra, distesi ai suoi piedi. Nella terza scena, Satana conduce Gesù sulla torre del Tempio e lo invita a buttarsi giù, sicuro che gli angeli scenderanno a salvarlo. La risposta di Gesù è: “non tenterai il Signore Dio tuo”. Sullo spigolo la grande statua di Cristo raffigura la conclusione del vangelo delle tentazioni. “Allora il diavolo lo lasciò ed ecco angeli gli si accostarono e lo servivano” (Mt 4,11).

Gesù servito dagli angeli

(Ho visitato Beaulieu il 1° luglio 2017)

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