Raimondo Lullo, viaggiatore medievale e uomo del dialogo tra cristianesimo e islam

Nel Medioevo, il mar Mediterraneo, lungi dall’essere un ostacolo alla comunicazione tra i popoli, era un ambiente ideale per gli scambi. La navigazione rappresentava una via di comunicazione più rapida, e spesso più sicura, delle rotte terrestri. La penisola iberica e le isole Baleari occupavano una posizione intermedia tra il Magreb musulmano e l’Occidente cristiano e, dal X secolo, costituivano uno spazio in cui avevano convissuto, non senza difficoltà, cristiani, musulmani ed ebrei.

Il viaggio di Lullo

Raimondo Lullo (Ramon Llull, in catalano), nato a Maiorca nel 1232, è un caso emblematico dell’incontro di culture che si verifica nel Medioevo nello spazio del Mediterraneo. Lullo sviluppa un personalissimo progetto di carattere religioso, intellettuale e politico, di straordinaria portata. La sua vita fu intensa e appassionata come poche altre. Fu al tempo stesso un intellettuale e uno scrittore, ma anche un attivista capace di recarsi in missione nel vicino Oriente o nel Magreb, entrando in contatto e disputando con i saggi e i pensatori musulmani del momento. Apparteneva a una famiglia di ricchi coloni barcellonesi che partecipò alla conquista di Maiorca. Era sposato e aveva dei figli. Verso i trent’anni si sentì chiamato da Dio a cambiare vita e, senza entrare mai in alcun ordine religioso né diventare chierico, si dedicò alla causa della fede cristiana e della conversione dei non cristiani. La novità della strategia missionaria di Raimondo sta nell’abbandono del principio di autorità e nella ricerca di vie di dimostrazione razionale della fede. Lullo trova un terreno comune, in cui rendere possibile una discussione tra cristiani e non-cristiani, nella concezione dell’universo e di Dio che le tre religioni condividevano. Non si trattava, quindi, di discutere dei testi, bensì di una realtà sulla quale, in termini generali, non c’era disaccordo. Il “Libro del gentile e dei tre savi” è una dimostrazione di questa nuova strategia.

I viaggi di Lullo nel Mediterraneo

Se c’è un tratto che caratterizza in modo particolare la personalità e la vita di Raimondo Lullo è il suo dinamismo traboccante e infaticabile. Subito dopo la sua conversione, Lullo intraprende il pellegrinaggio a Santiago di Compostela dal santuario occitano di Santa Maria di Rocamador, nella valle della Dordogna. In seguito si sposta principalmente tra Palma, Montpellier e Genova, ma viaggia continuamente a Perpignano, Parigi, Lione, Marsiglia, Pisa, Roma, Napoli o Messina. Ha colloqui con sovrani e papi. Ha relazioni con le repubbliche di Genova, Pisa e Venezia e con ordini religiosi come i Francescani, i Domenicani, i Templari o i Certosini. Compie quattro viaggi missionari: due a Tunisi, uno a Bugia, e un altro a Cipro e in Armenia minore e probabilmente in Terrasanta. In questi viaggi subì un imprigionamento (a Bugia), un naufragio (presso Pisa) e un tentativo di avvelenamento (a Cipro).

La guerra della Verità alla Falsità

Una miniatura allegorica commenta l’opera lulliana interpretandola come un assedio ideale che le truppe di Aristotele, di Averroè e di Raimondo Lullo, armate delle “dignità divine”, portano alla Torre della Falsità, occupata dai demoni della malizia, della negligenza, della debolezza, dell’ignoranza, della confusione, della frustrazione.

La Torre della Verità

Un’altra miniatura allegorica raffigura nove filosofi che pongono una serie di domande. A loro Lullo risponde indicando i principi del suo pensiero, gerarchizzati sui gradini di una scala che consente di salire sulla Torre della Verità.

Le disavventure di Lullo

Una terza miniatura racconta una delle disavventure di viaggio di Lullo. Giunto via nave in terra berbera, iniziò a predicare pubblicamente la fede cattolica, suscitando reazioni violente tra i musulmani. Si salvò dal linciaggio e dalla condanna a morte grazie all’intervento del muftì della città, il quale però non riuscì a evitargli una prigionia durissima. L’intercessione dei catalani e dei genovesi presenti in quel luogo fece sì che migliorassero considerevolmente le condizioni della detenzione.

Ramon Llull, christianus arabicus

(Dalla mostra “Raimondo Lullo e l’incontro fra Culture”)

I demoni della falsità