Sardegna. Il villaggio nuragico di Serra Orrios

I nuraghi e le tombe dei giganti si fanno ammirare per la loro imponenza. Sono opere quasi sovrumane, monumenti possenti e isolati. Del tutto diversa è invece l’emozione trasmessa dai villaggi nuragici. Essi riescono a coinvolgere il visitatore e a fargli rivivere l’ecologia della vita quotidiana degli antenati. Quest’emozione è ben viva a Serra Orrios. Il villaggio è grande e tra i meglio conservati della Sardegna.

La ricostruzione ipotetica del villaggio nuragico

Il lungo viottolo lastricato che si percorre a piedi per raggiungere il grande recinto fa apprezzare il pregio ambientale dell’altopiano basaltico, con i suoi ulivi secolari e la macchia di lentisco. La vicinanza del fiume Cedrino (che oggi una diga ha trasformato in un piacevole lago) spiega il legame essenziale con l’acqua. E poi, quando si penetra e ci si aggira nel villaggio, si resta colpiti dalla sua urbanistica.

Il villaggio visto dall’alto

Il villaggio è costellato di gruppi di capanne riuniti in ‘vicinati’, che fanno corona a un cortile e a un pozzo. Queste ‘insulae’ trasmettono nitidamente l’idea della convivenza di clan familiari che si allargano e costruiscono nuove capanne, mantenendo vivi i legami di prossimità.

Le capanne

Le capanne

L’abitazione dei nuragici è la capanna circolare con la base di pietra. Capanne del tutto simili sono state utilizzate fino a qualche decennio fa dai pastori sardi. La base circolare è costruita con filari irregolari di pietra basaltica. La copertura era costruita con un tetto conico di tronchi e frasche. Il pavimento era realizzato con lastre di pietra, acciottolati o con un semplice battuto.

Una capanna circolare

Nello spessore dei muri erano spesso ricavate delle nicchie (armadi o semplici ripostigli) per custodire utensili. Per impermeabilizzare la struttura si usavano l’argilla e il sughero, ottimi isolanti naturali. Al centro delle capanne e in prossimità dell’ingresso, per garantire il tiraggio, era ricavato il focolare: semplice incavo di forma circolare delimitato con delle pietre. Una struttura semplice, ma che garantiva di soddisfare tutte le esigenze dell’uomo nuragico.

I tempietti

Il recinto

Al margine del villaggio di capanne sono visibili due tempietti, circondati da un recinto di pietra. Hanno una sala centrale rettangolare a megaron e sono entrambi doppiamente in antis con le pareti dei lati lunghi che si prolungano in avanti. Il maggiore dei templi (m 19×12) è stato rialzato a una discreta altezza; sul retro, all’esterno, il muro concavo fra la prosecuzione dei due muri perimetrali disegna una sorta di nicchia semicircolare.

L’ingresso al tempio

La cella interna era provvista di una panchina continua alla base delle pareti, e analoga coppia di sedili era presente anche ai due lati del piccolo atrio che precede l’ingresso. Un piccolo recinto racchiudeva interamente la struttura. Molto più ampio era, invece, il recinto che circondava il tempietto minore: quest’ultimo di appena m 8,30×4,50, è situato all’esterno dell’abitato.

La capanna delle riunioni

L’aula delle riunioni

Si differenzia da tutte le altre una struttura isolata, chiamata capanna delle riunioni perché nella parete interna è stato ricavato un bancone-sedile. L’ingresso è preceduto da un vestibolo formato da grossi massi e la stessa tipologia costruttiva, sono state utilizzate delle pietre di dimensioni maggiori, fanno ipotizzare che nella capanna si svolgessero attività pubbliche o cerimonie sacre.

Informazioni

L’ingresso al villaggio di Serra Orrios, ben segnalato, si trova nei pressi del km 25 della strada provinciale n. 38 che collega la cittadina di Dorgali alla superstrada n. 131 Olbia-Nuoro, non lontano dal lago Cedrino. A disposizione dei visitatori vi sono un’area di parcheggio, la biglietteria, un posto di ristoro, un bookshop, schede informative e la possibilità di visite guidate. Un cancello dà accesso alla stradina lastricata – da percorrere a piedi – che conduce, dopo circa 600 metri, al villaggio nuragico.

La segnaletica

(Ho visitato il villaggio di Serra Orrios il 10 ottobre 2016)

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