Il Cammino di Rocamadour

La Francia è attraversata da quattro grandi vie di pellegrinaggio dirette a Santiago di Compostella. I pellegrini potevano utilizzare la Via Turonensis (da Orléans e Tours), la Via Lemovicensis (da Vézelay), la Via Podiensis (da Puy-en-Velay) o la Via Tolosana (da Arles e Tolosa). Le quattro vie confluivano tutte nel Camino Francès che dai Pirenei muoveva verso Santiago.

I Cammini di Santiago in Francia

Lungo la Via Podiensis si trova Rocamadour, a sua volta importante meta di pellegrinaggi mariani. Rocamadour è un piccolo borgo del Périgord, aggrappato ai fianchi della parete rocciosa che domina la gola del torrente Alzou.

Rocamadour e le Gorges d’Alzou

Il pellegrinaggio alla Madonna nera si sviluppò nel Medioevo grazie alla spinta di Géraud d’Escorailles e dei suoi monaci di Saint-Martin-de-Tulle. Nella mentalità dell’epoca, incline al meraviglioso, il santuario si circondò di un alone di mistero, alimentato da suggestive leggende.

La leggenda dei tre vivi e dei tre morti

Una di queste riguarda l’eremita Amadour il cui corpo sarebbe stato trovato intatto scavando in una roccia del santuario. Di Amadour si disse che non fosse altri che Zaccheo, l’ebreo di Gerico citato nel Vangelo di Luca, che avrebbe sposato la Veronica e sarebbe diventato il domestico di Maria.

La Durlindana di Orlando

Altra leggenda è quella della Durlindana, la spada che il paladino Orlando, in lotta contro i Saraceni, avrebbe scagliato e che sarebbe volata a conficcarsi nella roccia del santuario. O che il nipote di Carlo Magno avrebbe offerto a Notre-Dame di Rocamadour. La si vede ancora oggi infilata in una fessura della parete rocciosa, in mezzo alle catene degli antichi prigionieri.

La segnaletica del Cammino

Resta il fatto che Rocamadour è ancora oggi una meta popolare dei pellegrini francesi, pur essendosi trasformato in un centro turistico affollato di visitatori e di attrazioni. Abbiamo anche noi messo gli scarponi ai piedi e percorso gli ultimi dieci chilometri della “Voie de Rocamadour vers Compostelle”. Siamo partiti dal villaggio di Montvalent e dalla Cappellina dove Notre-Dame de la route benedice i camminatori.

Il cammino da Montvalent a Rocamadour

Dopo un primo tratto sull’asfalto siamo entrati nel bosco lungo il sentiero delimitato da muretti confinari. Il paesaggio alterna prati e coltivi, boschetti e radure, antichi edifici agricoli e moderne ville residenziali.

Il percorso nel bosco

Dopo un’ora di cammino abbiamo traversato Les Alix,  un’area agricola storica, caratterizzata dalla presenza di grange dipendenti un tempo dall’abbazia di Obazine, realizzate con grande cura e affidate a famiglie dedite al lavoro nei campi e all’allevamento. Il passaggio della guerra dei cento anni è stato distruttivo e ha lasciato rovine e abbandono.

Edificio rurale

Un esempio di edificio rurale realizzato in pietra a secco, recentemente restaurato, è visibile in grande evidenza nel piazzale all’ingresso di Hospitalet.

Edificio in pietra a secco a Hospitalet

Hospitalet – il nome ne dichiara la funzione – era la porta d’accesso a Rocamadour, il luogo dove i pellegrini trovavano ospitalità e assistenza. Non molto è rimasto degli antichi Hospitalia. Ma si possono ancora osservare la chiesetta del borgo, le fondamenta rimaste visibili e il cimitero dove erano sepolti i pellegrini poveri e quelli venuti a morire in questo luogo santo.

Il borgo di Rocamadour

La visita di Rocamadour si sviluppa in verticale. Un detto la definisce in questi termini: “les maisons sur la rivière, les églises sur les maisons, les rochers sur les églises, et le château sur le rocher”. In basso sono le case del borgo medievale chiuso dalle porte fortificate. Una lunga scalinata di oltre duecento gradini (la Via Santa) sale alla città religiosa dove sono la chiesa del Salvatore, la chiesa miracolosa di Notre-Dame, la Madonna nera, e numerose cappelle. Una Via Crucis affianca i tornanti che superano la parete rocciosa soprastante, forata da grotte e cappelle. In alto si trovano il Castello, la croce di Gerusalemme e il balcone panoramico.

Cappella rupestre

(Ho percorso il Cammino di Rocamadour il 30 agosto 2018)

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Informazioni su carlofinocchietti

Carlo Finocchietti dirige a Roma un’agenzia europea specializzata nella mobilità accademica internazionale e nel riconoscimento dei titoli di studio esteri. I suoi interessi di ricerca e le sue pubblicazioni si concentrano sull’internazionalizzazione dei sistemi universitari, l’orientamento professionale e i rapporti tra università e industria. Camminatore appassionato e curioso ha esplorato e descritto in diversi volumi intriganti percorsi escursionistici legati alla memoria storica dell’Italia centrale.

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